| A Washington sono attese 100mila persone. L´università ha dovuto riaprire le porte ai reclutatori dell´esercito Usa, marciano le "madri anti-Bush" Domani corteo pacifista, Harvard costretta a cedere al Pentagono NEW YORK - Cedendo a un ricatto del Pentagono che aveva minacciato il taglio dei fondi, l´università di Harvard ha riaperto le porte ai reclutatori che cercano nei campus forze fresche per le forze armate. La decisione rovescia il no dell´ateneo, retaggio delle proteste nelle università al tempo della guerra del Vietnam. La nuova decisione - ha spiegato il rettore Elena Kagan - è stata presa perché il Dipartimento della Difesa ha minacciato di congelare la maggior parte dei finanziamenti federali a Harvard se ai reclutatori non fosse stato concesso di entrare. Il blocco dei fondi è consentito da una legge del 1994 con cui il Congresso ha autorizzato il ministro della Difesa a ritirare finanziamenti federali alle università che negano ai cacciatori di reclute «eguale accesso» ai campus. Il presidente di Harvard, Lawrence Summers, ha chiesto di invalidare questa legge alla Corte Suprema che dovrebbe presto pronunciarsi. La sconfitta di Harvard nei confronti del Pentagono arriva alla vigilia della grande manifestazione contro la guerra che si terrà domani a Washington. Sarà Cindy Sheehan, madre di un militare ucciso in Iraq, a guidare le proteste anti-Bush. «Ci aspettiamo di vedere 100mila persone» ha detto Sheehan, che dopo essersi accampata in agosto davanti alla Casa Bianca, è diventata ormai un simbolo del movimento pacifista americano. Sheehan ha riunito molte madri che come lei hanno perso il figlio nella guerra in Iraq. Per tre settimane le donne hanno girato l´America in autobus promuovendo la proposta del ritiro delle truppe. «Abbiamo ricevuto un sostegno enorme - ha raccontato Sheehan -, negli Stati rossi (a maggioranza repubblicana) come negli Stati blu (democratica), mentre abbiano incontrato pochissima opposizione». La marcia di domani potrebbe essere massiccia quanto la manifestazione inscenata nel 2003 prima dell´invasione dell´Iraq: fu il più imponente assembramento di pacifisti dai tempi della guerra nel Vietnam. In concomitanza con i giorni di protesta, una delle principali organizzazioni pacifiste americane, "Win Without War", ha lanciato una campagna da un milione di dollari, acquistando due pagine a pagamento nei più importanti quotidiani americani. I sostenitori della guerra in Iraq e delle politiche di Bush, si sono organizzati con una propria giornata di mobilitazione domenica, all´indomani del corteo pacifista. Bush ha tenuto una conferenza stampa al Pentagono per difendere la guerra ed escludere qualsiasi ipotesi di ritiro. «Comprendo le loro buone intenzioni» ha detto il presidente Usa alludendo alla "marcia delle mamme". «Ma la loro posizione è sbagliata - ha aggiunto Bush -. Ritirare le nostre truppe renderebbe il mondo più pericoloso». |
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