| Nella notte centinaia di veglie di protesta per sostenere l´impegno della Sheehan, madre di un soldato morto in Iraq Usa, mille candele contro la guerra Cindy sfida Bush e unisce i pacifisti Casa Bianca sempre più giù nei sondaggi: crescono i dubbi nell´opinione pubblica Da giorni la donna staziona davanti al ranch del presidente per parlare con lui DAL NOSTRO INVIATO Non ha armi, ma candele, le mille candele gialle che ieri sera si sono accese attraverso gli Stati Uniti per solidarizzare con lei che da 12 giorni siede su una seggiola da spiaggia sulla strada di campagna che porta al ranch di Bush nella bassa texana per fargli la domanda alla quale il presidente ranchero non può rispondere: Mister President, perchè è morto mio figlio? Una donna, neppure se è una madre, neppure se dietro di lei si stanno alzando e allineando le forze sparse della opposizione alla guerra, e certamente non le 1.500 candele accese nella prima veglia nazionale contro la guerra, sono ancora la sollevazione di un paese e la rivolta di una generazione. "Camp Casey" come è stato battezzato nel nome del figlio ucciso, non è il campus di Berkeley o le strade di Washington allagate dai dimostranti anti-Vietnam. Al dolore di Cindy Sheehan, all´attivismo delle organizzazioni anti-Bush e dei Michael Moore che la finanziano, manca il detonatore della cartolina precetto. I 138 mila che combattono una guerra che capiscono sempre meno sono tutti, teoricamente, volontari. Ma la signora bionda arrossata dal sole e quelle 1.500 candele (sarebbero dovute essere 1.857, tante quanti i figli uccisi a oggi in Iraq, ma ci sono sempre più morti che candele) sono il primo segno che il malumore, lo scetticismo, l´incredulità che hanno precipitato il gradimento popolare di Bush a un terrificante 35%, potrebbero coagularsi in un´opposizione visibile e dura. Diventare quel movimento contro la guerra che finora la Casa Bianca e i suoi agit-prop sono riusciti a esorcizzare con la formula della "guerra al terrorismo", omologata alla occupazione dell´Iraq. Per diventarlo, per uscire dall´universo immateriale di Internet dove finora ha vissuto, e per scendere nelle strade, l´opposizione alla guerra avrebbe bisogno di un volto, di una voce, di un nome, di una dimensione visiva e televisiva. E in questo sta il terrore che Cindy e le altri madri dei militi noti semina. Per la prima volta, grazie a lei, il movimento americano contro la guerra "fa notizia" La macchina della propaganda filo governativa lo sa, e si è mossa come una vipera calpestata. «Con tutto il rispetto che dobbiamo alla madre di un soldato ucciso al fronte..» cominciano le filippiche delle teste parlanti pro-Bush nei vari network per preparare la rasoiata, Cindy è «chiaramente una radicale», una estremista di sinistra, una marionetta nelle mani dei Democratici, una creatura di registi come Michael Moore, una provocatrice. La piccola folla che si è raccolta attorno a lei a "Camp Casey", sulla strada del ranch dove il presidente pesca, sega tronchi, gira in bicicletta e carezza il bestiame, è la solita accozzaglia di professionisti della protesta, di perdigiorno che non chiedono risposte serie, ma soltanto cinque minuti di notorietà in video. Cindy Sheehan era già stata ricevuta, con altre madri, da Bush e all´uscita si era dichiarata colpita dalla "sensibilità del Presidente". Oggi dice una cosa molto diversa. Dice che quando lei chiese conto a Bush delle bugie e dei pretesti per l´invasione «Bush evitò di guardarci negli occhi e cambiò discorso». Qualcuno propone di incriminarla per alto tradimento. Dimostranti di sentimenti opposti, ma questi considerati "spontanei", stanno arrivano con i loro gabinetti chimici di destra, lontani ai gabinetti chimici di sinistra portati a "Camp Casey" e inneggiare alla guerra per esportare la democrazia. Un "good old boy" texano, Larry Northon, un bravo patriota di 59 anni sconvolto da tanto disfattisimo pacifista, ha falciato con il proprio pickup le croci di legno erette in memoria dei caduti, sul ciglio della strada. È stato arrestato e incriminato. Un vicino di Bush, "vicino" essendo in Texas un concetto relativo che si misura in chilometri di distanza, Fred Mattiage, aveva cercato di sloggiarli dal margine della propria fattoria sparando, fortunatamente in aria, con la sua doppietta, «per allenarmi alla prossima stagione di caccia alle colombe». Ma suo cugino, Larry Mattiage, anche lui con un ranch confinante con quello di Bush ha subito ospitato Cindy e i suoi guerrieri con le candele. «Siamo una nazione libera e tutti devono avere modo di dimostrare le proprie opinioni». Basterebbe che George W. Bush uscisse dalla sua bolla, interrompesse la operosa e lunghissima feria d´agosto, e ricevesse Cindy perchè il palloncino di questo patetico assedio scoppiasse, dice la madre del soldato. La sovrapposizione delle immagini tra lui che si ristora nel riposo rustico del guerriero e la madre che campeggia da due settimane davanti all´ingresso sotto gli occhi del Servizio Segreto nuoce al Presidente, vittima oggi di quei giochi di immagine che in passato i suoi registi avevano saputo sfruttare. Ma accettare l´incontro con una Cindy risolverebbe, forse, un problema, aprendone molti altri, perchè ci sono 1.857 Cindy che hanno sepolto il proprio figlio e quattro in più ieri a Bagdad. Che cosa potrebbe dire a queste donne, che non abbia già detto e ripetuto mille volte? Bush è dannato se riconosce il proprio errore, dannato se si ostina a negarlo. Il duello tra la Madre e il Presidente è impari e più pericoloso per lui di ogni autobomba a Bagdad, perchè sposta la guerra sul fronte dove sarà decisa, quell´opinione pubblica interna, dove troppi ceri e cerini cominciano ad accendersi. |
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