Articolo da "La repubblica" del 20 gennaio 2009




Attaccavano il boia della Cecenia assassinati nel centro di Mosca
Un avvocato e una giornalista: uccisi come la Politkovskaja
Markelov protestava per la scarcerazione del colonnello Budanov

LEONARDO COEN
DAL NOSTRO CORRISPONDENTE
MOSCA - Ulica Precistenka, pieno centro di Mosca, non lontano dalla cattedrale di Cristo Salvatore e dal museo Pushkin, marciapiede dei numeri dispari. Ore 14 e 45. L´avvocato Stanislav Markelov esce dal numero 17/9, dove si trova la sede del Centro stampa indipendente. Qui sono di solito ospitati i difensori dei diritti civili, gli oppositori come Kasparov, i membri delle ong che denunciano ingiustizie, soprusi, corruzione. Markelov aveva infatti convocato una conferenza stampa alle 13, per annunciare il ricorso ad una corte internazionale contro la scarcerazione anticipata - la scorsa settimana - del "boia" Juri Budanov, ex colonnello dell´esercito che aveva stuprato e poi strangolato una ragazza cecena di diciotto anni. La sventurata Elsa Kungaieva fu rapita dalla sua casa nel villaggio di Tangi-Chu, a sud di Grozny, nella notte del 26 marzo 2000 per essere ritrovata senza vita in una discarica. L´avevano strangolata e seviziata. Era divenuta il simbolo dei soprusi russi in Cecenia.
Il trentaquattrenne Markelov è accompagnato da Anastasia Babulova, una stagista 25enne del bisettimanale Novaja Gazeta, il giornale in cui aveva lavorato Anna Politkovskaja. Probabilmente Anastasia vuole intervistare il legale, senza altri colleghi attorno. Non si accorgono che qualcuno li sta seguendo. E che all´improvviso, da sotto il giubbotto, sta estraendo una pistola. All´altezza del numero 1, un portone ad arco e sette gradini prima di accedere all´atrio, il killer preme il grilletto. Un colpo preciso alla nuca di Markelov, che stramazza sulla neve arrossandola di sangue. Un altro alla Babulova che cerca di scagliarsi addosso all´assassino ma viene centrata alla testa. Morirà qualche ora dopo all´ospedale. Il killer allunga il passo, raggiunge la vicinissima stazione della metropolitana Kropotkinskaja e si dilegua. Un´esecuzione annunciata: da qualche giorno, infatti, Markelov riceveva sms e telefonate in cui lo si minacciava di morte e gli si intimava di abbandonare il caso Budanov, altrimenti l´avrebbero ammazzato, come ha rivelato a radio Eco di Mosca il padre di Elsa Kungaieva. Sono stati di parola. Ma chi? Amici, ex colleghi di Budanov? O membri di quei gruppi nazionalisti che hanno promesso di proteggerlo e uccidere i suoi nemici?
Markelov aveva tutelato parecchie volte la Politkovskaja, una contro gli Omon, le forze speciali del ministero degli Interni. Aveva difeso Magometsalih Massaiev, scomparso misteriosamente lo scorso agosto dopo aver accusato il presidente ceceno Ramzan Kadyrov di averlo tenuto in ostaggio per quattro mesi. Insomma, aveva affrontato i nodi più oscuri, inquietanti e pericolosi della Russia di oggi ed era diventato un personaggio scomodo: «L´assassinio di un avvocato che si occupava di importanti affari politici è altrettanto grave e significativo quanto quello della Politkovskaja», dice Ljudmila Alekseieva, direttrice del Gruppo Helsinki di Mosca. Come inquietante è la coincidenza dell´uccisione di Anastasia Babulova, quinta vittima di un giornale che non si piega al regime.