DONNE IN NERO..., così qualcuno le ha chiamate, o "angeli della morte" o "spietate bombe umane" o "dolcissimi occhi neri"... si doveva dare un nome alla loro presenza, in quel posto, in quel modo, in quell'abito, in quella morte... molti poi, hanno usato quella sintesi sempre più pesante di storia che è la parola kamikaze; la parola che ritorna, sempre più spesso, legata alle donne...Wafa -la palestinese- e le altre..., quelle di prima, di dopo e di adesso; perchè l'adesso per molte non ha domani che non sia dolore, sofferenza e umiliazione infinita... Altri hanno detto: povere pedine di ben altro disegno politico, geopolitico e strategico, vedove votate alla vendetta e convinte al martirio in nome di Allah, ... molte congetture si faranno ancora, più o meno giuste, più o meno approssimate alla verità... ma...
....ma noi che guardiamo le cose dal di qua delle tragedie, facciamo pure tutte le analisi politiche del caso, ma nello stesso tempo, non possiamo ignorare i crimini commessi sul popolo ceceno, i massacri, le deportazioni, le torture sistematiche praticate dal governo di Mosca che vuole mantenere il dominio su quella terra, per il petrolio, per il potere, per la paura che l'indipendenza concessa ad uno possa diventare legittima richiesta di altri... e quante sono le etnie che rivendicano la loro indipendenza dentro la grande madre Russia??? Tante! Perchè le diversità non possono essere soffocate...vogliono parola, vogliono espressione... Forse era ciò che quelle donne in nero volevano far sentire sul palcoscenico di una grande città; prima che i giochi politici e i gas le facessero mute ancora una volta.