Articolo da "La Repubblica" del 7 settembre 2005


"LA NOSTRA VITA SENZA SADDAM"
Nelle strade della città bambini abbandonati e affamati: dove sono gli aiuti umanitari? Perché questo succede in Iraq?
Continua il racconto di Amal, adolescente di Bagdad: i saccheggi dopo la caduta del regime, il ritorno a scuola, la paura
i carri armati I soldati americani sono simpatici ma ingannati da Bush, che è pericoloso. Io tremo ogni volta che vedo i carri armati
la fiducia Gli americani ci tortureranno? Prima avevamo fiducia in Saddam Ora di chi potremo fidarci?
i crimini del regime Abu Saif ha portato alcuni Cd sui crimini commessi da Saddam e dai suoi: nessuno crede che se ne siano andati per sempre
il raìs Nessuno sa dove sia o quando apparirà con l´esercito Dicono che sia pronto per la battaglia finale Nessuno sa se è vero

Giovedì 10 aprile 2003
Alle 3, il notiziario ha detto che gli iracheni stanno assaltando gli edifici governativi, e rubano attrezzature e macchinari, che Saddam e la sua famiglia sono fuggiti, ma nessuno sa dove. Abbiamo tanta paura…Alle 5 del pomeriggio, davanti al nostro caseggiato, ho visto dei furgoni carichi di oggetti rubati dagli uffici statali e, alle 6, il notiziario ha detto che il governo iracheno sarà sostituito da un governo d´opposizione guidato da un generale americano o inglese. Non sappiamo cosa accadrà nei prossimi giorni. I saccheggi, le rapine e i furti continuano, e così la nostra paura di essere derubati.

Venerdì 11 aprile 2003
A mezzogiorno il panettiere è ancora chiuso e noi non sappiamo cosa ci faranno gli americani. Ci tortureranno? Non lo sappiamo. Avevamo fiducia nel presidente Saddam Hussein, ma ora non sappiamo più di chi fidarci. Gli ospedali sono stati saccheggiati e nessuno protesta! Alle 5 e mezza ho visto passare un altro carro armato americano e un altro ancora alle 7. Ho paura ogni volta che ne vedo passare uno.

Sabato 12 aprile 2003
Alle 5 e mezza è arrivato un carro armato americano e si è fermato davanti al nostro caseggiato. La gente è scesa a salutare i soldati. In ogni carro armato ci sono 15 soldati. Duaa e Hibba si sono avvicinate e gli americani hanno regalato loro della cioccolata. Sono simpatici ma sono ingannati da Bush, che è quello davvero pericoloso.

Mercoledì 16 aprile 2003
Oggi c´è calma, non succede nulla, ma non sappiamo cosa avverrà in seguito. Nessuno sa dove sia il presidente Saddam Hussein o quando apparirà con il suo esercito. Alcuni dicono che sia a Bagdad con un grande esercito, pronto per la battaglia finale. Nessuno sa se questo è vero. Comunque, sono soltanto delle voci, che siano vere o no. Nessuno sa niente e tutti si chiedono: dov´è l´invincibile presidente e dove sono i suoi figli, Usay e Qusay? Tutti sono spaventati all´idea che possa ricomparire all´improvviso. Gli iracheni non amano le sorprese…

Venerdì 25 aprile 2003
Abu Saif è arrivato portando alcuni CD sui crimini commessi da Saddam e dalla sua famiglia. La mia famiglia ed io abbiamo visto la storia della vita di Saddam: dov´è nato, chi erano suo padre e sua madre, quando sono morti. Nel CD si diceva che Saddam, a 17 anni, ha ucciso un cugino. Poi, in un´altra parte, ho visto in che modo uccidevano la gente sparandogli un colpo in testa. Dicono che nel deserto Saddam abbia un impianto in cui si fabbricano armi chimiche e batteri che uccidono. Il primo CD finiva in questo modo.. Quando stavamo per vedere il secondo CD, quello sui crimini commessi da Saddam, è di nuovo andata via la luce. Continueremo a vederlo domani mattina, se la corrente sarà tornata.

Sabato 26 aprile 2003
L´energia elettrica è tornata ed abbiamo deciso di vedere il CD che mostrava i crimini commessi da Saddam. Nel CD si racconta che Saddam, ai tempi dell´embargo, ha fatto costruire circa 25 palazzi, tutti pieni di oro e argento, mentre il suo popolo soffriva. Ho visto anche la sua famiglia quando lui è diventato presidente e come l´abbia favorita, come ha fatto con suo cugino, Alì Hassan Majid, conducente di taxi fatto diventare ministro… Quando è stato mandato a combattere i curdi, Alì usò le armi chimiche e li sterminò. In questo modo si è guadagnato il soprannome di "Alì il chimico". Il figlio maggiore di Saddam, Uday, era la persona più corrotta della terra. Sparò quattro colpi di pistola contro suo zio, quasi uccidendolo. Qualunque ragazza gli piacesse, lui se la prendeva e nessuno poteva dire nulla perché lui era il figlio del presidente Saddam Hussein. L´altro figlio, Qusay, era anche lui un uomo crudele, come il padre e il fratello. Nessuno riesce a rendersi conto che se ne sono andati, tutti loro, per sempre.

Domenica 4 maggio 2003
Oggi, alle 10 e 35, è venuto un amico di mio fratello e ci ha raccontato del cavallo di Uday. Era un bellissimo cavallo. Ci ha raccontato di essere entrato nel palazzo di Uday, di avere preso il cavallo e di esserselo portato a casa. Gli ha dato da mangiare del pane, ma il cavallo lo ha rifiutato, così come il latte e il fieno. Così, per due giorni, il cavallo non ha mangiato niente. Lui voleva dargli da mangiare, ma il cavallo rifiutava il cibo. Dopo due giorni, gli ha portato mele e banane e il cavallo se le è divorate. L´amico di mio fratello ha imprecato dicendo: "Figlio di una cagna. Noi mangiamo pane secco e tè, viviamo nella miseria e tu mangi mele e banane! Questo non è giusto! questo è harram, proibito". Così ha sparato due colpi contro il cavallo di Uday, uccidendolo. A mezzogiorno è venuta un´amica di mia sorella e ha detto che domani le scuole riapriranno. Quando ho sentito questo, ho preparato i miei libri, la mia cartella e l´uniforme della scuola. Sono stata contenta all´idea di poter tornare a scuola. Quando ero ancora alle elementari sognavo giorno e notte di andare in quella scuola e ho studiato tanto per essere promossa. Quando ci sono riuscita, la guerra ha rubato il mio sogno.

Lunedì 5 maggio 2003
Stamattina mi sono alzata alle 7, ho indossato la divisa della scuola, e ho messo lo zaino sulle spalle e insieme a mia sorella siamo andate felici a scuola. Lungo la strada abbiamo visto molte ragazze anche loro dirette a scuola. Quando siamo arrivate nel cortile non ho incontrato molte delle mie amiche perché solo poche sono venute. La direttrice ci ha detto: "Non dobbiamo più preoccuparci del regime e della legge di Saddam Hussein. Le immagini di Saddam devono essere bruciate o fatte a pezzi. Strappatele dai vostri libri e ignorate le sue disposizioni. Non indossate abiti attillati di alcun genere perché ci sono stati casi di ragazze rapite".

Venerdì 14 giugno 2003
Oggi mia madre è andata a trovare mia zia paterna, per farsi dare un po´ di denaro…perché ne abbiamo veramente bisogno…Mia madre è tornata assieme a mia sorella, che piangeva. Le ho chiesto perché piangesse e lei mi ha raccontato che mia zia paterna, sorella di mio padre, ha aggredito mia madre con l´aiuto del marito e stavano per picchiarla. Hanno discusso con lei, poi mia zia ha detto a mia madre: "Aspetta qui". E´ uscita ed è tornata con dei soldati americani a cui ha detto che mia madre li aveva aggrediti perché voleva prendersi la loro casa, il che è una bugia. Ma gli americani avevano con loro un interprete che era un nostro vicino di casa. Lui ha spiegato loro tutta la faccenda e ha detto che mia zia stava mentendo. I tempi sono cambiati. La vita non ha misericordia per nessuno a questo mondo. Persino i membri della stessa famiglia non hanno pietà gli uni degli altri.

Mercoledì 18 giugno 2003
Le mie sorelle, i miei fratelli ed io imploriamo Dio perché la situazione migliori, perché il popolo iracheno, che sta soffrendo fame, dolori e frustrazione, possa stare meglio. Piango per i bambini che vivono per la strada senza speranze, senza parenti o una famiglia che possano proteggerli in questo periodo buio di fame e di stenti. Le lacrime di quei bambini ricoprono le strade di Bagdad. Dove sono le organizzazioni umanitarie? Dove sono gli aiuti? Perché non tendono la mano ai bambini iracheni? Piango, e grido, ma nessuno mi ascolta. Scrivo questo diario per far conoscere la verità su una famiglia irachena che soffre a causa della povertà e delle privazioni. Non soltanto la mia famiglia, ma molte, molte altre stanno soffrendo per la stessa ragione. Scrivo queste pagine con una penna, ma altri stanno scrivendo con il loro sangue che sgorga dalle ferite del loro cuore, ferite che non possono essere curate. Perché gli iracheni devono soffrire tanto? Ho paura del futuro. Qualcuno dice che l´Iraq non ha più un futuro. Queste sono solo opinioni, nessuno sa qual è la verità.
(Copyright Washington Post-La Repubblica Traduzione di Antonella Cesarini)

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