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Articolo da "Il Corriere della Sera" del 28 agosto 2002 Vandana Shiva, la pasionaria dell’Himalaya «Le multinazionali come Cristoforo Colombo» «Con i loro brevetti, i giganti alimentari vogliono distruggere i nostri semi» DA UNO DEI NOSTRI INVIATI Le piace come si sta parlando d'agricoltura a questo summit? «Non molto. Non si fanno passi in avanti e si stia profilando la solita distinzione: di qua i pochi Paesi ricchi che difendono gli interessi dei loro grandi finanziatori, la Monsanto o la Grace, e di là i poveri che hanno un solo strumento per farsi valere: sono più numerosi». Uno dei nodi cruciali è quello dei sussidi che i governi ricchi versano ai propri agricoltori. Il Terzo mondo chiede che siano aboliti e girati, casomai, alle economie in via di sviluppo, favorendone l'ingresso nei grandi mercati. «Mi sembra una richiesta più che giusta. La nostra agricoltura non ha possibilità di sviluppo, senza un intervento di questo genere». Ma non è una contraddizione con quanto sostiene il suo amico Josè Bové sulla difesa delle produzioni di qualità? «Le cose cambiano a seconda dell'angolo di mondo da cui le guardi. L'agricoltura di qualità è un dovere per tutta l'umanità, perché tutti mangiamo le stesse cose e ci ammaliamo delle stesse malattie. Ma di questa rivoluzione, anche stavolta, non possono essere i Paesi poveri a sopportare i costi. Nell'ultimo mezzo secolo, siamo stati sotto il giogo dei brevetti, che sono la nuova forma di colonialismo. Quando una multinazionale brevetta il prodotto d'una piantagione in India, non scrive niente di diverso da quei foglietti che 500 anni fa Colombo e gli avventurieri come lui firmavano nelle Americhe o nelle Indie, per stabilire che lì era proprietà dei sovrani europei». Sta tornando ad Adamo ed Eva... «No. L'unica ricchezza rimasta al Terzo mondo è la biodiversità: i nostri semi, le nostre piante medicinali che ci permettono d'entrare nel mondo produttivo. Non possiamo tollerare che i brevetti, i giganti alimentari ci tolgano anche questo». A proposito: gli ambientalisti protestano con McDonald's che ha messo in commercio, proprio in questi giorni, un panino «McAfrika». E' uno schiaffo alla fame? «Non mi stupisco più di niente. In India, quando gli indù hanno protestato perché facevano gli hamburger nonostante le vacche siano sacre, non han fatto una piega: si sono alleati alla Kentucky Fried Chicken e invece delle vacche, eccoli a cucinare i polli. Con un sapore che, di biodiverso, non ha proprio nulla». Francesco Battistini |
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