Articolo da "Il Manifesto" del 8 marzo 2003
Più povere e più vittime
Le donne secondo l'Onu. E in Italia una ogni tre giorni viene uccisa

LAURA GENGA
Siamo sicuri che oggi, 8 marzo, ci sia qualcosa da festeggiare? Le nazioni unite hanno diffuso ieri il loro rapporto sulla condizione femminile nel mondo e la discriminazione verso la seconda metà del cielo è ancora tristemente forte. L'istruzione femminile continua ad essere un bene di lusso: mezzo miliardo di donne sono completamente analfabete, mentre il numero di uomini che non sanno leggere né scrivere è circa la metà. Tra i giovani, poi, il sesso rimane una variabile determinante per l'accesso al sapere. Nei paesi in via di sviluppo, solo 80 bambine per ogni 100 maschi vanno alle scuole elementari. E passando alle scuole secondarie questo rapporto peggiora nettamente: in 20 paesi in via di sviluppo, le ragazze che frequentano le lezioni sono meno dei due terzi dei loro coetanei maschi.

Sarà probabilmente dovuto anche a questo se del miliardo e 200 milioni di persone che vivono con meno di un dollaro al giorno, due terzi sono donne. Il lavoro delle donne, infatti, vale di meno. In pratica l'universo femminile lavora per un monte ore doppio rispetto a quello maschile, ma guadagna appena un decimo dei redditi da lavoro.

Nel 2003, poi, sono 1.400 le neomadri che ogni giorno muoiono di parto, vale a dire oltre mezzo milione l'anno. Alla discriminazione si aggiunge anche la violenza, soprattutto ai danni delle emigrate. Tanto che la tratta di donne e minori a scopi di sfruttamento sessuale, rivela l'organizzazione internazionale delle migrazioni, «è diventata una delle attività criminali tra le più redditizie». Nonostante lo scandalo di questo traffico, le donne, che costituiscono insieme ai bambini l'80% dei rifugiati e dei profughi mondiali, emigrano da sole in numero sempre maggiore. L'uguaglianza è tristemente raggiunto solo sul fronte dell'Aids: la metà delle persone sieropositive al mondo sono donne.

Oltre al rapporto dell'Onu è arrivato anche quello dell'Eurispes, focalizzato sull'Italia. Il dato più allarmante è senz'altro che negli ultimi tre mesi sono state assassinate 31 donne, uccise per lo più dai partner e dagli ex. Agghiacciante anche la crescita degli stupri: in 6 anni sono aumentati del 259%. Più confortante invece la riduzione degli aborti, che nel 2001 sono diminuiti del 3.4% rispetto al 2000. E qui è la scolarizzazione a fare la differenza, le donne in possesso della licenza media, infatti, ricorrono di più all'interruzione di gravidanza rispetto alle laureate. La 194/78 è ancora una conquista che quasi nessuno vuole cambiare.