Articolo da "La Repubblica" del 2 dicembre 2002.
LE DONNE SVOLGONO IL 70% DEL LAVORO MONDIALE.
NEI PAESI PIU' POVERI PRODUCONO L'80% DEL CIBO, MA POSSIEDONO L'1% DELLA TERRA.
DIAMOCI CREDITO!!
Il boom del "microcredito" nei paesi più poveri del mondo vede in prima fila le piccole imprenditrici

Il Terzo Mondo in mano alle donne così provano a battere la povertà

Il 60% dei beneficiari vivono sotto la metà della soglia di povertà del loro paese

Migliaia le attività aperte: sartorie, piccoli negozi, imprese agricole, allevamenti

FRANCESCA CAFERRI
ROMA - «Le donne sono più attente degli uomini, hanno una visione più a lungo termine, vogliono cambiare il loro futuro e investono nei figli. Gli uomini bruciano tutto subito: per questo il 95 per cento delle nostre clienti oggi sono donne». Muhammad Yunus, 62 anni, bengalese, è il fondatore della Grameen Bank, la prima banca di microcredito al mondo: quando 25 anni fa la aprì, in molti lo presero per folle. Oggi la Grameen Bank è la più famosa istituzione mondiale di questo tipo, offre "microprestiti" a sette milioni di famiglie in Bangladesh e ha superato i confini nazionali con 21 istituzioni gemelle in altrettanti paesi del mondo.

Il modello di Yunus, il "banchiere dei poveri", è stato studiato ed esportato: oggi le associazioni che si occupano di microcredito sono circa 1600, sparse in tutto il mondo. In totale più di trenta milioni di persone negli ultimi cinque anni hanno ricevuto un "microprestito". Di queste più del 60 per cento sono "poveri fra i poveri", ovvero persone che vivono al di sotto della metà della soglia di povertà del loro paese. Derelitti, intoccabili, gente senza una possibilità: a loro viene offerto un prestito variabile da poche decine di dollari a qualche migliaia, a seconda dei paesi e delle situazioni. Con questi soldi, i clienti del microcredito mettono su un´attività: centinaia di allevamenti di animali, piccoli negozi ambulanti, sartorie, produzioni agricole sono nate in questa maniera. I progressi e lo sviluppo dell´attività sono strettamente controllati: dopo qualche mese, l´usufruttuario comincia a restituire la cifra ricevuta con dei tassi di interesse minimi, fino a rendersi indipendente. Il tasso medio di restituzione dei prestiti è molto alto: alla Grameen è del 98 per cento, ben oltre la media delle banche tradizionali.

Il 75 per cento dei 19 milioni di "poveri fra i poveri" cui il microcredito ha offerto una possibilità, secondo i dati diffusi nei giorni scorsi al Vertice internazionale sul microcredito, sono donne. «Puntare sulle donne è una maniera davvero efficace per ridurre la povertà», hanno ripetuto in coro gli esperti riuniti a New York: ad ascoltarli, c´era anche il segretario del Tesoro Usa Paul O´Neill.

L´affermazione degli addetti ai lavori è basata sui numeri: i due terzi delle persone che vivono in assoluta povertà nel mondo secondo le Nazioni Unite sono donne, e il numero delle donne in stato di assoluta povertà è cresciuto del 50 per cento negli ultimi due decenni. Negli anni, il microcredito si è rivelato una maniera efficace per contrastare questa situazione: la sua particolare formula consente infatti di raggiungere i soggetti direttamente nel posto dove vivono, e di dà loro la possibilità di creare attività anche piccolissime. Il meccanismo di funzionamento inoltre è facile da capire anche per chi, come la maggiore parte delle persone coinvolte, non ha un´istruzione.

Lo sviluppo degli ultimi anni ha dato al microcredito una visibilità fino a poco tempo fa sconosciuta, ma ha portato anche problemi: alle associazioni si chiede oggi più trasparenza nei bilanci, e una maggiore organizzazione. Una sfida di cui si è discusso a New York, e che i protagonisti del settore dovranno affrontare se vogliono raggiungere l´obiettivo che si sono dati: aiutare 100 milioni di famiglie entro il 2015.