Articolo da "Donna
moderna.com " del 4 novembre 2005

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La
pillola del nuovo maschio
Il
Viagra ha liberato gli uomini dall’incubo del fallimento. E a letto li
ha resi più teneri e affettuosi. Approfittiamone
di
Maria Elena Barnabi
L'hanno
chiamata “Viagra culture”, cultura del Viagra, perché questo farmaco ha
risolto un problema che da sempre ha angustiato l’uomo: quello che
l’erezione venisse meno senza che lui potesse farci qualcosa. «La
portata di questo cambiamento è enorme» assicura Emmanuele A. Jannini,
sessuologo dell’Università dell’Aquila che con altri studiosi ha creato
la prima Carta della sessualità, un insieme di regole per avere una
felice vita sessuale. Questi farmaci, secondo gli studiosi, stanno
innescando una rivoluzione simile a quella provocata dalla pillola
anticoncezionale.
Dagli
anni Settanta in poi, infatti, le donne hanno potuto vivere in modo
libero la loro sessualità grazie alla pillola perché non rischiavano
più di avere un figlio nel momento, o con l’uomo, sbagliato. «Ciò che
invece ha sempre impedito ai maschi di vivere in modo tranquillo la
sessualità è che l’erezione, per sua natura, è un meccanismo molto
delicato, che risente di tanti fattori, sia psicologici sia organici,
tutti assolutamente al di fuori di qualsiasi controllo» riprende il
sessuologo. «Per esorcizzare questo rischio, l’uomo ha spesso assunto
comportamenti da “macho”: l’aggressività, la rudezza erano la cartina
di tornasole della paura di fallire. Grazie ai nuovi farmaci questo
incubo oggi non c’è più.
E
così l’uomo vive in modo più rilassato la prestazione sessuale, perché
ha la certezza di non fallire. Quindi si sente libero di aprirsi verso
alcuni aspetti della sessualità che per tanti anni ha trascurato: la
voglia di complicità, l’attenzione verso la partner. Insomma: più
preliminari, più giochi sessuali, ma anche più tenerezze e
affettuosità». Gli studiosi sono convinti che negli anni questa
tendenza coinvolgerà anche i maschi che non usano i farmaci: si
tratterà di un cambiamento culturale. Che porta novità anche per la
donna. «Con un maschio non preoccupato dalla prestazione, la donna può
cominciare a pensare un po’ di più a se stessa.
E
reimparare a chiedere» consiglia l’esperto. «A chiedere affetto, amore,
sesso, attenzioni. Molte donne non lo fanno perché credono di ricevere
un no come risposta da un maschio poco disponibile. Oppure perché non
vogliono mettere in crisi il proprio compagno. Oppure ancora perché si
vergognano a chiedere e preferiscono incolpare lui di insensibilità
piuttosto che fargli delle richieste. Ma nel futuro non ci saranno più
scuse. Perché il nuovo maschio sarà ancora più felice di regalare
piacere alla propria compagna».
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