Articolo da "Il Corriere.it " del 21 giugno 2006


Il miserabile ritornello: la dà? Nessuno vuol subire l'affronto di un diniego
Ragazze, scegliete oppure piangete
I maschi non danno attenuanti psicologiche all'aspirante televisiva che baratta un'ora in orizzontale con la speranza di un contratto

«Ragazze, o scegliete o, se la date a tutti, piangete». Questo da domani dovrebbe essere lo slogan di tutte le ragazze che aspirano a lavorare in tv.
A Saxa Rubra, il sindacato lo dovrebbe far appendere in bacheca, così che nessuna aspirante telegenica sia più all'oscuro della trappola giuridica della concussione sessuale, termine questo quasi sconosciuto prima dell'ondata di intercettazioni dei poteri e poterini maschili romani travolti dalle loro chiacchiere. Dice a chiare lettere l'ex pm Antonio Di Pietro: «La cartina di tornasole qui è la signora: se è stata sentita o ci sono elementi, magari una sua telefonata a una amica dove piange e si dispera per quello che è stata costretta a fare, allora va bene. Altrimenti casca l'asino». Come dire che la signorina che l'ha data, anche vista da sinistra, ovvero dall'inflessibile garantista Emanuele Macaluso, non ha scampo: «Questa concussione sessuale è un reato nuovo. La concussione è un ricatto. Qui c'era uno scambio. Indegno e vergognoso, usando l'auto del Ministero e i grandi divani della Farnesina».
Insomma i maschi non danno nessuna attenuante psicologica all'aspirante televisiva che baratta un'oretta, scomoda, in posizione orizzontale con la speranza di un contratto che la porti, verticalmente, sullo schermo. Ma si sa, i maschi, comunque siano e a qualunque corrente appartengano, sono sempre e soprattutto maschi, per cui la vogliono senza noie. È proprio questo il punto che ci fa riflettere sul tema prima di arrivare al pensiero delle signore. E poi dicono che le donne parlano sempre male delle donne. Dunque, tornando ai maschi, ognuno sulla concussione sessuale la può pensare come vuole, ma certo che questa categoria, sparviera, di portaborse, politici e televisivi, che considera il prezioso bocciolo femminile come un benefit che gli spetta di diritto come l'auto blu con autista, non ha proprio un minimo di coraggio, insomma vuole la sicurezza assoluta e tasta il terreno per averla. I concussori, infatti, invece che dei lupi affamati sembrano delle zie porche che chiedono delucidazioni sulle nipotine. Nessuno che si avventuri nell'insidioso terreno della conquista dove puoi beccare, a piacere, un sì o un no.
Nessuno dei nostri lupi sembra poter subire l'affronto di un diniego, vogliono tutti andare tranquilli e si ripetono l'un l'altro il loro miserabile ritornello: «La dà?» «L'ha data?» «La darà?». Altro che lupi sembrano i nani porcelloni alla ricerca di Biancaneve. In questa pochezza maschile tutta la nostra simpatia alla concussa, anche se non ha pianto, anche se non si è disperata con l'amica, anche se per un solo attimo ha sperato che quel tomo potesse servirle a qualcosa.
Su Liberazione Letizia Paolozzi, firma storica della sinistra femminile, scrive: «Dunque se una signora la dà via per ottenere in cambio una comparsata televisiva, un programma, un ruolo da ragazza pon pon, lo fa da una posizione di parità?». Mai interrogativo fu più azzeccato. Quando non hai lavoro, persino un nano frustrato ti sembra una possibilità d'uscita.
Sul Manifesto durissima ci va giù un'altra donna. Ida Dominijanni scrive: «Scambio di che? Sesso e piacere o sesso e potere? La mercificazione della vita privata e pubblica è arrivata al punto da appannare questa cruciale distinzione nel nome». La signora parla anche di disinvoltura fascista, ma qui c'è la paura che si illuda. Il fatto vero è che non esiste più il maschio lupo che sa affrontare la preda, ovunque i nanetti si passano la voce: «Me la dà», «Non me la dà?», «Me la darà». In tanta miseria sarebbe bello toglierci una soddisfazione letteraria, intercettare le conversazioni di madame du Barry prima di conquistare Luigi XV e diventare la donna più importante di Francia. Come dicevamo, da domani starlette e company avvertite: «Ragazze, o scegliete o se la date a tutti i miserabili piangete».

Lina Sotis

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