Articolo da "La Repubblica" del 21 maggio 2004


Con settecento euro e qualche goccia di saliva del bebè si può scoprire di chi è figlio. Il caso all´esame del Garante Rodotà
Arriva il test di paternità fai-da-te
Un kit per sapere se si è il vero padre. Ma è subito allarme privacy
La risposta dopo dieci giorni. L´imprenditore che si è lanciato nel business: "Ignoro anch´io se sia legale"

NICCOLÒ ZANCAN
TORINO - Praticamente infallibile. Dice che il test di paternità casalingo garantisce un risultato certo al novantanove virgola nove per cento: «Potrebbe diventare un ottimo deterrente contro l´infedeltà femminile». Così scherza, ma neanche troppo, Aurelio Coppola, 46 anni, editore milanese che sta evidentemente cercando di cambiare mestiere. Da quindici giorni si è lanciato in un´avventura imprenditoriale di cui lui stesso non conosce limiti e rischi: «Non so dire se si rivelerà un affare. Per ora mi sta chiamando molta gente incuriosita, preoccupata e indecisa. Mi ha telefonato persino un ragazzo agitatissimo, che si è giustificato: "La mia compagna partorirà fra due mesi, ma voglio incominciare a cautelarmi"». Il guaio è che il signor Coppola non sa dire neanche se questo kit per il prelievo del Dna, che per molti versi si potrebbe definire a tradimento, sia giuridicamente lecito: «Francamente il tema legale lo conosco poco. Ho interpellato diversi avvocati, ma anche loro non hanno saputo darmi risposte certe».

La pubblicità sui giornali ammicca: «Con il test di paternità puoi stare tranquillo e toglierti ogni dubbio». Sotto la scritta, c´è il disegno di un papà sorridente che tiene in braccio il suo bambino. Costa 700 euro a figlio e funziona così: «Noi spediamo a casa di chi ce lo richiede un kit per il prelievo della saliva. Il procedimento per ottenere un campione è indolore. Bisogna strofinare un tampone in bocca e contro le gengive. È una specie di cotton-fioc che raccoglie un misto di saliva e cellule orali». Un tampone per l´adulto tormentato dal dubbio e un altro tampone per il bimbo in questione. Poi si restituisce il tutto al mittente, che lo spedisce a sua volta a un laboratorio di analisi di Londra. Tempo d´attesa per il risultato? «Al massimo sette giorni lavorativi. L´esito verrà spedito via e-mail, per posta o via fax, a seconda delle preferenze che ci verranno specificate dal nostro cliente».

Il Garante per la privacy Stefano Rodotà vuole studiare attentamente il caso: «La commercializzazione dei test genetici su internet sta diventando un gigantesco affare con effetti distruttivi, ormai in tutta Europa è una pratica corrente». Ma qui c´è internet e c´è una voce che risponde al telefono, anonimato e un certo calore umano. E a scanso di dubbi, c´è anche un elenco delle possibili applicazioni del test: «Per stabilire chi sia il padre biologico di un bambino, per ragioni di custodia, mantenimento o semplicemente per mettersi l´animo in pace. Ma può servire anche in caso di adozione, oppure per confermare la parentela di bambini concepiti con la fecondazione artificiale». Il tutto, muovendosi sotto traccia. «Certo - spiega Aurelio Coppola - non andremo a farci pubblicità in televisione. Chi si rivolge a noi, vuole la massima discrezione». Però, il primo sito internet italiano che vende un test di paternità ha il pregio di spiegare tutto in modo molto didascalico: «Il nostro test offre la possibilità di prelevare campioni di Dna senza coinvolgere una terza persona». Più chiaro di così.