Articolo da " La Repubblica" del 8 marzo 2006


Faranno voto di castità perpetua, obbedienza e povertà. L´alto prelato: me l´hanno chiesto in venti
A Trani vedove come suore il vescovo: fondo un ordine

Dal nostro inviato
DAVIDE CARLUCCI
TRANI - Potranno occuparsi dei disabili, degli orfani, delle ragazze madri. Quasi come le suore. Con un´importante differenza: alle spalle loro hanno un matrimonio e un lutto, la perdita del marito. Sono le donne che faranno parte, nella diocesi di Trani-Barletta-Bisceglie, dell´"Ordine delle vedove" appena istituito dall´arcivescovo, monsignor Giovan Battista Pichierri. In Puglia è il primo caso, nel resto d´Italia c´è già qualche precedente in città come Piacenza, Catanzaro e Palermo: da qualche anno la Chiesa cattolica sceglie, sempre più, di "consacrare" la vedovanza, mutandola in vocazione. Per trasformare le donne che per una vita sono state spose terrene in spose di Cristo.
Le gerarchie cattoliche la incoraggiano, ma la scelta è delle donne: «A chiedercelo - spiega Pichierri - sono state venti vedove desiderose di vivere lo stato di vita in consacrazione di Dio». Affronteranno, assistite da un sacerdote, un percorso di tre anni che culminerà in un rito finale di consacrazione. Faranno voto di castità perpetua, di obbedienza e povertà. E si dedicheranno alla preghiera. Non è un´invenzione moderna né un´apertura al sacerdozio delle donne: è tutto scritto nei testi sacri. Nella lettera in cui comunica l´istituzione dell´ "Ordo viduarum", l´arcivescovo lo sottolinea, citando Sant´Ambrogio, Sant´Agostino, Policarpo e Sant´Ignazio di Antiochia. In tempi più recenti, gli esempi antichi e le testimonianze di "vedove illustri" come la profetessa Sant´Anna sono state rilanciate dal Concilio Vaticano II. Papa Wojtyla nel 1982 ha dedicato un messaggio alle vedove del movimento "Speranza e vita" in pellegrinaggio a Lourdes soffermandosi sulle due qualità che segnano la vedovanza: «L´amore che ha condotto queste donne al matrimonio, con tutta la gioia e la speranza che questo rappresenta, e la morte, che ha tolto loro il compagno di tutta la vita, al quale sono unite con legami d´amore e di fedeltà che trovano una continuazione nell´affetto dei loro figli». Per Pichierri l´esperienza della maternità può rivelarsi utile nella cura dei bisognosi, verso i quali potranno trasferire il loro «amore di madri».
Con l´invecchiamento della popolazione le vedove sono in aumento: in Italia si calcola siano due milioni. Nelle parrocchie trovano, a differenza dei maschi, uno spazio di aggregazione. E per Vito Orlando, docente di Sociologia all´università salesiana di Roma, la vocazione potrebbe essere legata alla mancanza di un´esperienza professionale: «Forse sono donne che nella vita hanno dedicato tutto alla famiglia e ora, non avendo uno spazio professionale di realizzazione, investono tutte le loro risorse nella cura degli altri».

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