In Friuli 36 trentenni su 100 senza figli

Un’indagine demografica: friulane come le svedesi, solo l’1% diventa mamma entro i 25 anni

UDINE – Le donne del Friuli-Venezia Giulia nate tra il 1959 e il 1961 hanno messo al mondo il primo figlio a 26,8 anni, come le svedesi e le spagnole ma in ritardo di tre anni rispetto alle vicine e più precoci ragazze austriache. Tra le nuove generazioni, le trentenni (nate nel 1970-71) sono per il 36 per cento senza figli (l'indice più elevato d'Europa esclusi i Paesi Bassi) per motivi riconducibili a ragioni di studio o perché restano a vivere nella casa dei genitori anche se hanno il partner, mentre solo l'un per cento delle donne con 25 anni d'età, pur orientate verso la convivenza, è madre. Questi dati, che evidenziano la propensione sempre più marcata delle donne residenti nella nostra regione a ritardare la scelta della maternità, si ricavano da un'indagine sociodemografica condotta da Francesco Billari e Luigi Mauri della società specializzata Synergia per conto della regione Friuli Venezia Giulia.

Per la loro ricerca i due studiosi hanno selezionato un campione di tre gruppi di popolazione femminile, distanziati uno dall'altro di 14 anni e rappresentativi quindi di altrettante generazioni: il primo comprendente le donne nate nel triennio 1945-47; il secondo quelle del 1959-61 e il terzo del 1973-75. La prima coorte (79% sposate) aveva concluso, al momento dell'indagine, la fase riproduttiva; la seconda (coniugate per l'85%) si trovava nella fase di massima espansione del nucleo familiare, mentre la terza (93% nubili) viveva la transizione allo stato adulto, in attesa di formare una propria famiglia. Le donne del primo gruppo hanno avuto in media 1,71 figli; quelle del secondo 1,44. Le tre coorti coprono insieme l'intero arco di vita generazionale, dal momento che le più giovani (23-25 anni) possono considerarsi figlie delle più anziane (51-53 anni).

L'indagine ha messo a confronto la struttura dei nuclei familiari del Friuli Venezia Giulia con quelli del resto d'Italia. In tutte e tre le fasce d'età considerate (come si può rilevare dalla lettura della tabella riportata) il dato regionale si discosta vistosamente da quello nazionale, sia nel caso di convivente con partner e con figli, sia in quello di donne con solo partner o solo figli, o di donne sole ovvero con i genitori. Ecco alcuni raffronti: le cinquantenni che in regione coabitano col solo partner sono il 13,5%, contro l'8,8 dell'intera penisola; tra esse quelle senza figli sono il 7% contro il 4,8; il totale delle donne senza figli nei tre gruppi è del 35,4% contro il 30,5; tra le trentottenni del Friuli Venezia Giulia le coppie di fatto sono il 3,5% contro lo 0,7 nazionale. Dalla combinazione di questi risultarti gli studiosi deducono che la struttura del modello familiare presente in Friuli Venezia Giulia contiene "spinte consolidate verso un cambiamento più profondo a cui potremo assistere nei prossimi anni", sul tipo di quelli fatti registrare dai Paesi "mitteleuropei" che si collocano negli stadi più avanzati di transizione demografica. Un esempio rende chiaro il concetto. In regione l'espansione delle convivenze alle età inferiori a 25 anni è passata in pochi anni dal 2 all'11 per cento: ciò significa che in futuro la formazione della coppia ufficiale avverrà sempre più attraverso la coabitazione piuttosto che direttamente con il matrimonio.

Nella loro elaborazione, gli analisti hanno identificato la presenza di cinque fasi di transizione nella vita della donna: l'uscita dalla scuola, l'entrata nella forza lavoro, l'uscita dalla famiglia di origine, il matrimonio (con l'acquisto della prima casa) e la messa al mondo di figli. La prima fase, che si identifica con la conclusione degli studi è reputata un elemento chiave nell'ottica demografica: tra le ragazze della regione intervistate, il 38% di quelle tra i 23 e i 25 anni ha dichiarato di non averli completati. L'elevata scolarizzazione ha come conseguenza una prolungata permanenza presso l'abitazione dei genitori (anche con il partner), un ritardato ingresso nel mondo del lavoro, la propensione alle convivenze di tipo non coniugale, il posticipo della maternità, l'allungamento della distanza tra prima unione e primo figlio. Quanto alla numerosità della prole, il 92% delle donne del primo gruppo (1945-47) ha avuto almeno un figlio, contro l'83% di quelle del secondo (1959-61), mentre il primo figlio è un evento rarissimo tra le giovani sotto i 25 anni (1% del totale, contro il 50% delle loro "madri" nate tra il 1945 e il 1947). Tra le donne che oggi hanno 37-39 anni il primo figlio è arrivato mediamente a 26,8 anni (come in Spagna e Svezia) contro i 23,7 anni delle coetanee della vicina Austria; per contro il 36% delle attuali trentenni (oltre un terzo del totale) risulta senza figli.

Analizzando il processo di transizione verso lo stato adulto delle donne del Friuli Venezia Giulia, gli studiosi pervengono a due conclusioni. Da un lato si nota un'evoluzione dei costumi di tipo nord-europeo, con una crescente diffusione delle convivenze presso le coorti più giovani; dall'altro si registra la posposizione della data delle unioni e l'elevata quota di donne senza figli. Con una postilla: "la significativa percentuale di donne che rimangono a casa dei genitori anche dopo l'avvio di un'unione col partner è una caratteristica peculiare della regione". In compenso 35 donne su cento comprano casa prima dei 40 anni.

Abbondio Bevilacqua

Articolo da "Il Messaggero Veneto" del 14 agosto 2002.