Articolo da "Il Corriere.it" del 26 marzo 2005

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Dopo la sentenza della Cassazione sull’astinenza forzata
Impossibile un anno senza sesso nella coppia
La scrittrice Boralevi: sono ancora troppe le mogli che non reagiscono. Carmen Llera: neppure 3 giorni se non c’è intesa fisica
ROMA - Non è vero che è solo una questione di qualità, anche la quantità conta. Dice guardando nella telecamera, come se parlasse agli spettatori, Luciana Littizzetto nel divertente film di Giovanni Veronesi Manuale d’amore: «Io amo mio marito, è dolce, facciamo ancora sesso, sporadico ma intenso». Ma poi un bel giorno scopre che il marito «integra» con la maestra del loro figlioletto.
La Cassazione condanna un marito che per 7 anni ha punito la consorte rifiutando il rapporto sessuale. Lina Sotis sul Corriere della Sera si sorprende che quella moglie abbia aspettato tanto prima di chiedere la separazione. Per fortuna, dice, oggi le donne esigono, pretendono, non fanno finta di nulla se il sesso nel matrimonio scompare. Perché non è vero che con il tempo conta solo l’affetto. E indica un anno di tempo come limite massimo per sopportare l’astinenza forzata. Un anno?
Ci ride su la stilista Anna Molinari, 53 anni. È sposata con lo stesso uomo da quando ne aveva 18. «Sa come dicono gli emiliani? Tutto si aggiusta a letto. Quando due si amano hanno il dovere e il diritto di chiedere e dare l’amore fisico. Amare è anche avere rispetto per il desiderio dell’altro. Con mio marito ogni tanto discutiamo, litighiamo, ma poi ci ritroviamo sempre, anche a letto. Se lui è stanco o ha problemi di lavoro io lo comprendo e aspetto, ma se noto indifferenza gli scrivo una letterina: "Amore mio, non ti sei comportato bene con me ieri". No, non accetto l’indifferenza, anche quella sessuale. Quante volte? Appena sposata, più volte al giorno. Adesso di meno, ma per una coppia innamorata meno di due, tre volte a settimana...».
Nessun limite temporale, invece, per la quarantaduenne ex presidente della Camera Irene Pivetti . «Non ci possono essere scadenze obbligate, in un senso o nell’altro, se alla coppia va bene così». Tra lei e il marito Andrea Brambilla, ci tiene a precisare, «non ci sono mai stati problemi di questo tipo». Su certi argomenti i due «vanno d’amore e d’accordo».
La dinamica della coppia rimane oscura alla scrittrice Carmen Llera , vedova di Alberto Moravia. «Perché due stanno insieme è sempre un mistero, ma non capisco proprio che cosa spinga le persone al matrimonio». Soprattutto in Italia. «Ci sono Paesi dove se il sesso non funziona si divorzia, da noi bisogna resistere. E me ne sfugge il motivo». In ogni caso, 7 anni sono un tempo biblico. «Non starei tre giorni, forse neanche 24 ore, con una persona con cui non ho armonia fisica». Ma il sesso non può mai essere considerato un dovere. «Il rapporto nasce e muore in modo spontaneo: non si può costringere qualcuno ad avere un rapporto sessuale. Succede solo nel matrimonio, perché l’unione è finalizzata alla procreazione».
La vede da un altro punto di vista ma arriva alla stessa conclusione la presentatrice tv Tessa Gelisio , 26 anni, che da 7 convive felicemente. «È assurdo parlare di dovere e di limiti temporali, il sesso non può essere reso obbligatorio. È un piacere, è amore. Senza, il rapporto non funziona più. Penso a quella donna siciliana, che sofferenza. Purtroppo sono poche le coppie che dopo tanti anni continuano a desiderarsi ancora, tra quelle che conosco ce n’è una sola che regge bene il tempo: la mia. La frequenza? All’interno di una coppia il sesso è fondamentale, se con il tempo diluisce un pochino va bene. Ma solo un pochino».
È una questione che va risolta con «sensibilità e dialogo» secondo la giornalista tv Daniela Vergara , 52 anni, sposata da 14 anni col presentatore Luca Giurato. «All’interno della coppia ogni scelta va discussa. Non siamo macchine: se capita un periodo di astinenza bisogna affrontarlo subito per capire che cosa non funziona». L’unico imperativo è la totale chiarezza. «Per una sera può capitare veramente di aver voglia di finire un libro o ascoltare un cd, ma la scusa del mal di testa mi ferisce più della verità».
La sentenza della Cassazione non aiuta i matrimoni, secondo la cinquantenne scrittrice e giornalista Antonella Boralevi . «Lina Sotis si stupisce che la signora di Trapani abbia aspettato 7 anni? Io no. Sono ancora tante le mogli che si accontentano, per salvare il matrimonio, la sicurezza di un rapporto almeno all’apparenza consolidato. Questa sentenza ci mette di fronte a questa realtà. Ma un matrimonio senza unione dei corpi non è più tale. Perché un matrimonio non è un’associazione di mutuo soccorso. E anche le donne devono smetterla di far finta che vada tutto bene. Io dico che fare l’amore dovrebbe essere in agenda».
Michela Gentili
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