Articolo da "Il Messaggero Veneto" del 7 agosto 2008




Il capogruppo Narduzzi chiede un incontro di maggioranza dopo la proposta di Asquini.
Stop alle quote rosa, la Lega d’accordo: è una riserva indiana che va cancellata
Galasso (Pdl) cauto: fuga solitaria

TRIESTE. La Lega Nord apre alla proposta del consigliere regionale Roberto Asquini di cancellare le quote rosa e di ridurre gli assessori esterni in giunta, ridefinendo le regole della composizione. A chiedere un incontro di maggioranza per discutere la questione è il capogruppo del Carroccio, Danilo Narduzzi: «Ci riuniremo in maggioranza per parlarne: siamo aperti a ragionare», spiega il leghista. Sulle quote rosa il capogruppo del Carroccio aggiunge: «Diciamo no alle riserve indiane». E dal Pdl il capogruppo Daniele Galasso resta cauto: «Mi pare una proposta solitaria». A centro-destra Asquini incassa dunque il primo risultato. Il via libera della Lega Nord alla discussione nel merito e l’avvio del dibattito politico nel centro-destra. Con una presa di posizione del capogruppo dell’Udc, Edoardo Sasco, anche lui aperturista sulla ridefinizione dei criteri di composizione dell’esecutivo. E il Pd pronto a dialogare.
La Lega Nord. E se nel Carroccio, Narduzzi cavalca la battaglia per cancellare l’obbligo di tre donne nell’esecutivo regionale, più cauta è invece la Lega sulla questione degli assessori esterni, sollevata nel ddl di Asquini: «Non è detto che uno bravo a raccogliere preferenze sia bravo a fare l'assessore. Pero il ricorso agli assessori esterni è eccessivo, esagerato». E precisa: «Credo che un assessore che sia anche consigliere sia un elemento di stabilità perché porta più peso politico in giunta», prosegue il leghista dicendo che «la proposta è una cosa da affrontare, non la più urgente, ma non vorrei fosse uno stimolo al rimpasto, perché gli assessori stanno lavorando bene».
Il Pdl. Un po’ meno aperto sembra il capogruppo forzista Daniele Galasso. «La proposta di Asquini è solitaria, non ci ha chiesto un contributo, pertanto la valuteremo quando verrà affrontata». Ma, di fatto, la proposta è entrata nel dibattito politico. E c’è da pensare che arriverà anche in consiglio regionale. «Non è all’ordine del giorno, ma il tema c’è», ammette poi Galasso. Sull’utilità delle quote rosa Galasso è deciso: «Sarei prudente nel liberalizzare del tutto, perché ci sarebbe il rischio di veder compromessa la presenza femminile in giunta».
L’Udc . «Le quote rosa sono sbagliate e autoreferenziali», afferma poi Edoardo Sasco dell’Udc. E così la maggioranza è fatta. «L'Udc crede nel ruolo dei partiti – continua – e nella necessità di ridare ruolo al Consiglio nel momento delle scelte politico-programmatiche». Più diplomatico, sempre in quota Udc, il consigliere-assessore Roberto Molinaro. Che difende le quote rosa, apre sullo stop agli esterni, spiegando che «va preferito chi è portatore di consenso», dice. E avverte: «Asquini mette sul tavolo questioni già discusse, se vogliamo riprenderle non si potrà farlo in modo strumentale». Ma se una parte dell’opposizione è contraria, a sorprendere è la disponibilità del Partito democratico. Per la Sinistra Arcobaleno è Roberto Antonaz a chiudere: «Mi pare una proposta fuori dal tempo e dal mondo. Asquini è rimasto fuori e forse ha qualche recriminazione personale, ma le quote rosa sono una cosa acquisita in tutto il mondo. Non sono la soluzione ma aiutano».
Il centro-sinistra. «Sugli esterni la scelta deve restare al presidente, bisognerebbe evitare i ‘trombati’ e scegliere veri tecnici come assessori – spiega Piero Colussi dei Cittadini – ma le quote rosa devono restare». Ci pensa dunque Gianfranco Moretton, il capogruppo del Pd, a stupire tutti. «La proposta di Asquini va discussa e presa in considerazione». Di più: «Va nella direzione che il Pd sta proponendo a favore del merito» dice. Moretton approva anche l’idea di ridurre gli assessori esterni, «soprattutto per ridurre la spesa di bilancio. Anche Tondo – chiude – avrebbe fatto bene a valorizzare di più per la sua giunta le persone elette».
Beniamino Pagliaro