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Salvatore Marino, ex della Fiamma tricolore, si candiderà al Senato in otto regioni
"Guerra al nazifemminismo" Ecco la lista del supermaschio
"Lancio la sfida alle donne di Satana, come Giuda tradiscono Le alleanze? Io vengo da destra"
ALESSANDRA LONGO
ROMA - Al "Telefono Maschio" risponde lui, Salvatore Marino, il leader della Lega Maschio Cento per Cento, uno che, come adepto della Fiamma Tricolore, non lo conosceva nessuno ma da quando ha dichiarato guerra al «nazifemminismo» ha trovato il suo spazio, si materializza a intervalli regolari su giornali e televisione. Un paio di prove elettorali in Abruzzo finite nel nulla e poi il grande salto mediatico: «Sì, mi candido al Senato in otto regioni del Centro-Sud, appoggiandomi al Comitato No Euro. Stiamo già raccogliendo le firme». Lo sosterranno, nell´indubbia fatica di esistere, le Femmine Cento per Cento, che sono una costola, naturalmente subalterna, del «movimento di pensiero per la riqualificazione della figura del maschio».
Se Silvio Berlusconi si lamenta perché non riesce a comunicare come vorrebbe con gli italiani, Salvatore Marino che cosa dovrebbe dire? La sua campagna elettorale, ammesso che parta - ma l´Italia è un Paese sufficientemente surreale perché ciò accada - sarà tutta in salita. Ecco perché appena trova un varco, il maschio Cento per Cento ci si infila, che sia il Costanzo Show, ai tempi della sua corsa alla poltrona di governatore dell´Abruzzo o, solo pochi giorni fa, L´Incudine di Claudio Martelli che, a mezzanotte, ha raccolto gli "sfigati", gli atomi, con ambizioni politiche.
Il suo programma è essenziale: «Lancio la sfida al fascismo femminista, al potere delle donne Satana che ha travolto le famiglie e minaccia la democrazia in Parlamento». Punti qualificanti: l´abolizione della festa della donna e l´introduzione della festa del maschio, la riapertura delle case chiuse e l´attivazione (già avvenuta ma per ora l´unico numero è quello del suo cellulare privato) di un «Telefono Maschio» cui rivolgersi in caso di aggressione.
C´era un segmento lasciato vuoto dai partiti, quello del «maschio cristiano, eterosessuale, discriminato» e Marino, siculo d´origine, gli occhiali da sole in testa anche d´inverno, se ne è impossessato. Lui si ritiene «leader di una crociata», «un Pannella del futuro» (lo ha detto anche in faccia a Marco il guru, guadagnandosi un sorriso paterno e tollerante), l´unico che «rappresenta la vera destra», dura, pura, macha: «I nostri interessi di maschi non li difende nessuno né a destra né a sinistra. Bisognava essere forti e coraggiosi come me per sfidare lo strapotere e l´arroganza delle donne moderne, creature sempre assetate di vendetta». Siccome tra invisibili ci si aiuta, la Lega Maschio Cento per Cento si appoggia al Comitato No Euro. Marino ricambia l´ospitalità facendo una campagna elettorale doppia, sparando a zero sulle quote rosa e le donne che non stanno a casa a fare la calza ma anche «contro l´impoverimento globale, contro la truffa dell´euro che ci ha portati alla fame». Sono stretti i rapporti con la Lega Sud Ausonia di Gianfranco Vestuto: «Altri amici che mi tirano la volata». Quanto alle alleanze, è un po´ presto per parlarne: «Io vengo da destra, dalla Fiamma Tricolore», dice Marino. Eventualmente voti per Berlusconi.
Inflessibile con le femmine virago, l´uomo è flessibile in fatto di alleanze multireligiose. Uno slogan fra i tanti: «Con Dio, Gesù e Maometto, uniti vinceremo contro il nazifemminismo satanico». «Senatore maschio cento per cento»: così ama definirsi il candidato Marino, autore di libri misogini e anche di un decalogo di autodifesa. Prima regola: «Non divinizzare la tua donna moderna tanto, prima o poi, come Giuda, ella ti tradirà». Il che non significa, ovviamente, ci tiene a far sapere, che tutte le femmine gli stiano antipatiche. Nel suo sito, che ospita una photogallery assolutamente vietata ai minori, lo vediamo in teneri atteggiamenti con «un´adepta» di nome Giusy, destinata, al caso, a fargli da assistente parlamentare.
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