Dopo lo stop alle modelle anoressiche, si impongono le teen-agers della vita reale
Se "magra" non va più di moda
natalia aspesi
Tipo moda (a) o tipo tv (b) o addirittura tipo Miss Italia (c)? Cioè: (a) alta un metro ottanta, sottile come un filo d´erba, età perfetta 17 anni, possibilmente lettone, bielorussa o del Burkina Faso, costretta a deambulare in passerella come avesse gravi problemi alle anche e soprattutto a non sorridere mai perché solo il broncio fa fashion; oppure, (b) alta quanto vuole, età perfetta 25 anni, seno a palla rinforzato altezza ascella, labbra a omino Michelin, rifatte, natiche gonfiate e palestrate.italiana ma anche rumena, serba o birmana, prossima fidanzata a calciatore o ex-protetta di politico; (c) oppure, rigorosamente italiana, proveniente possibilmente da piccoli villaggi montani o marini, alta 1.75, corpo né anoressico né bulimico, in grado di scendere le scale coi tacchi alti senza rompersi il collo, di sorridere senza sosta anche se sconfitta come se la bocca chiusa fosse un demerito, capace di essere disinvolta in bikini mentre il presentatore maschio è in smoking, brava a scuola e in cucina, pronta una volta incoronata a piantar lì gli alti studi universitari per saltare di qua o di là, dalla moda alla tv.
Imperativo per il successo in passerella o televisione non spiaccicar parola, non mostrare biasimevole intelligenza, mentre per Miss Italia è consentito saper rispondere con giusta banalità alle domande più banali del banalissimo presentatore. I modelli fortunati offerti alle ragazze sono questi tre, tutti e tre basati esclusivamente sulle doti fisiche o sui difetti connessi a quel tipo di esibizione: come sempre la personalità e la cultura non sono un optional ma un baratro, come quando ai cosiddetti miei tempi, alle ragazze miopi le mamme raccomandavano di non portare gli occhiali, non tanto per ragioni estetiche quanto perché avrebbero potuto far sospettare una propensione alla lettura e quindi alla cultura, il che avrebbe costretto alla fuga qualsiasi giovanotto benintenzionato. I protettori della giovane attualmente se la stanno prendendo col modello a), quello della moda, dopo aver aspramente stigmatizzato mesi fa il modello b), tanto che le sue vittime stanno facendo gran carriera; mentre il modello c), Miss Italia, data la sua inconsistenza viene ormai da cinquant´anni considerato innocuo e quindi lasciato estinguere nel suo torpore. Prima che le sfilate milanesi cominciassero furoreggiavano le prediche contro le modelle taglia 38 (non hanno letto Il diavolo veste Prada né visto il film che ne è stato tratto, dove la taglia delle ragazze di successo deve essere 36): adesso che le passerelle intasano la città e il via vai di cosiddette magre si è fatto grandioso, nessuno dice più niente, potere del mercato del lusso in lieve ripresa. A sorpresa, alle adolescenti diafane e angeliche, preferite, causa risparmio o narcisismo dello stilista, le magre bruttine o bruttone, che nessuno guarda per guardare solo il vestito. Filosofie, sociologismi, psicologie, moralismi attorno alla magrezza delle modelle appaiono piuttosto sventati. Prima di tutto gli interventi governativi in Spagna e in Inghilterra, poi a Milano addirittura la certificazione di buona salute e ottimi risultati scolastici, questo ficcare il naso del potere nell´immagine femminile, ricordano in un certo senso le leggi suntuarie, quelle che impedivano alle donne del popolo di indossare perle e velluto riservati ai nobili, o le omelie di papa Pio XI, che tuonava in piena guerra contro le ragazze che per mancanza di tessuto portavano abiti senza maniche mostrando peccaminose (e allora villose) ascelle. Accusate di anoressia, le modelle solitamente mangione, sono colpevoli solo di avere il corpo leggiadro e delicato dei loro anni, vicino all´adolescenza: in più celebri anoressiche furono l´Imperatrice Sissi e anche Santa Caterina da Siena, in tempi in cui i modelli femminili erano opulenti e la moda non esisteva. In più, soprattutto in quotidiane e monotone trasmissioni televisive, veniamo terrorizzati da minacciosi diktat dietetici, che ci raccomandano di non mangiare né questo né quello e quel poco in pochissimi grammi se vogliamo evitare vuoi la demenza senile che quella precoce: perché quindi le modelle dovrebbero abbuffarsi, non ascoltare i dotti menagramo nemici del formaggio, del brasato e della panna cotta? La moda è più forte delle modelle: si vedono sempre più ragazze contentissime, grassocce se non semiobese, che camminano ridendo con un bel pezzo di pizza fredda in bocca, che guardando le foto di moda se ne fregano della modella e della sua aria tossica, la vedono, come lo stilista, in qualità di supporto tecnico, e invece si infiammano per la sua borsa, la sua cintura, i suoi tacchi alti: girano estasiate di sé con i jeans a vita bassa da cui escono i loro giovani rotoli di grasso o spunta addirittura il top delle vaste natiche. Magre? Non ce ne è bisogno, è l´abito anche taglia forte che fa il monaco, per fortuna.