Articolo da "La Repubblica" del 17 ottobre 2002.

Quei maschi feriti che prendono le armi

NATALIA ASPESI
SI PUÒ anche cominciare ad essere stufe di queste tragedie che hanno al centro, come causa scatenante e come vittime, le donne, perché, dicono gli esperti, gli uomini sono diventati troppo fragili e non sanno reagire alle sconfitte, al ripudio, alla solitudine, alla perdita di ciò che non hanno saputo avere o tenere. Si mettono in branco perché una ragazzina piace e, anziché conquistarla, comprano un coltello per minacciarla, decidono di stuprarla e poi la squartano come un agnellino perché lei non ci sta. Fan fuori la famiglia, la bella moglie, la bella figlia e il suo fidanzato e se stessi, e ancora non si sa perché, filmando il tutto per lasciare una testimonianza a qualche reality show dell´horror. Sterminano l´ex moglie cacciata anni prima da casa e che inutilmente rivorrebbero, e i cognati, la suocera, i vicini, una disgraziata estranea e se stessi, otto persone, anche qui con una video-confessione per la figlia bambina risparmiata, ma anche caso mai qualche tivu trash volesse immortalare la strage.

Corde, coltelli, mitragliette, semiautomatiche, calibro 38. Gli uomini fragili che come tali devono essere forti hanno bisogno di armi non solo per vendicarsi di torti che pensano di aver subito, ma anche per difendersi dalla propria debolezza, dal sapersi inadeguato a convincere, sedurre, conquistare, intenerire, capire e rispettare le donne. Sono passati troppi anni dal tempo in cui, al capezzale del maschio ferito, gli studiosi avevano decretato che la colpa, tanto per cambiare, era delle donne che, conquistata l´autonomia, gli avevano tolto ogni virile sicurezza.
Ormai a questa autonomia avrebbero dovuto abituarsi e ce ne sono tanti che addirittura adesso la pretendono. Hanno imparato che le donne forti, con pari diritti e doveri, possono essere compagne più attraenti e amabili, anche economicamente. Però, ci assicurano gli psicologi (come Gianna Schelotto ieri su questo giornale) "gli uomini non reggono il distacco": se piantati soffrono, come del resto le donne, ma la sofferenza non sanno gestirla, come del resto molte donne. Quindi importunano, fanno scenate, tormentano, ritentano, oppure, e per fortuna per ora in casi molto rari anche se clamorosi, imbracciano una mitraglietta. Le donne quindi dovrebbero sentirsi fortunate quando a rompere la famiglia è l´uomo stesso, che se ne va lieve e lieto come Pinocchio dietro una farfallina, al seguito di una nuova innamorata. Sarà una disperazione per le abbandonate, qualcuna di loro diventerà anche fastidiosa, con lacrime e inseguimenti dell´ex sposo ora sulla via di risposarsi, ma almeno i parenti e i vicini di casa possono sentirsi al sicuro: difficilmente verranno sterminati da una moglie ripudiata.

Di tutto questo dolore spaventoso e irragionevole, che i media ingigantiscono e poi immediatamente cancellano - tanto di tragedie ce ne è sempre una nuova e più sanguinolenta e succulenta - arrivano spiegazioni da tutte le parti, dai misteriosi abissi individuali, all´incomunicabilità di coppia, alle catastrofi sempre più incontrollabili della società, fino come sempre alle responsabilità dell´informazione molto splatter. Si può anche azzardare che l´uomo che ha già ferite sue incontrollabili e inguaribili, non accetti il rifiuto e il ripudio anche perché c´è una separazione netta tra le donne reali e quelle inventate e carnali che ci assillano ovunque invadendo ogni spazio dell´immaginazione.

Queste ultime sono giovani, bellissime, nude e perciò alla merce del desiderio, sorridono sempre, non parlano mai, oppure sono chiamate a dire sciocchezze, vengono maltrattate e schernite, e non si ribellano mai, da presentatori vestiti che, in quanto maschi, sono detentori dell´intelligenza e del potere su di loro. Non chiedono, non si lamentano, non sgridano, non tengono il muso, non conoscono la delusione, non piantano, sono perfette. Si possono anche umiliare, sui calendari che vanno a ruba, riprendendole in coppia, stupende e nude, sedute sul gabinetto, ridotte a oggetti d´uso.

Le altre quelle vere, parlano, esigono, lavorano, sono stanche, amano i figli, non ne possono più, rifiutano di essere maltrattate per amore o disamore, diventano insopportabili, estranee, imprendibili, giudicano, possono fare a meno dell´uomo, non vogliono più quell´uomo. E se lui non sa staccarsi dalla sofferenza e dalla sconfitta, per difendersi le cancella.