|
DAL GOVERNO IN GIU’
E’ vero, nessuno ancora come questo capo di governo è riuscito a far palpitare di più le parti basse del corpo politico e a farne riverberare gli effetti su quello sociale. Lost in WC (1) davvero! Molti si sono persi nella cloaca delle volgarità sessiste, nella melma patriarcale del pensiero maschilista, nel fetore del machismo italiota fatto sobbollire ad arte dal presidente del consiglio nei neuroncini dei suoi ammiratori; di tutti gli italiani che, a suo dire, vorrebbero essere come lui.(2) Che dunque come lui, supponiamo, pensano che “le donne sono il più bel regalo che Dio ha fatto all’uomo“. (3) Sicchè di noi non si potrà nemmeno dire: “chi ci crediamo di essere?”, ma: “COSA ci crediamo di essere?”!! Un regalo, un ornamento per le feste, un adorabile sedere da poggiare, oltre che sulle proprie ginocchia (4), anche sulle poltrone di qualche ministero. Una, cento, mille … vagonate!(5). Tante; più tante, belle; più belle… Così scopriamo che le vie della politica così solitamente impervie per il colore rosa, diventano più praticabili se prese dalle parti basse del colore azzurro. Forza italiane! Forza padane; ma sì, forza tutte voi che ci tenete…; se non alla politica potete approdare al vecchio tubo catodico o agli schermi al plasma che blobbano tette e culi in sequenze parossistiche a reti unificate da Cologno Monzese a Saxa Rubra. C’è bisogno di carne per alimentare a ciclo continuo anche chi è lost in TV. Andate su YouTube, digitate: “Il corpo delle donne” e guardatevi l’estratto dall’omonimo video di Lorella Zanardo e Marco M. Chindemi; una rassegna sull’uso delle donne nelle televisioni tutte. Deprimente da far piangere. Un’avvilizione assoluta; ma davvero noi, donne e uomini, possiamo accettare di essere trattate/i in questo modo? Puri oggetti di consumo, tutte/tutti, al di là e al di qua del monitor; chi guarda e chi smania per farsi guardare? E quand’anche volgiamo lo sguardo fuori dal palazzo e lontano dai monitor, nella realtà non vediamo altro che gli effetti diffusi e rinforzati di questa oggettificazione. Un esempio fra i tanti che potremmo fare: guardate il retro di questo volantino: è la foto del cartellone pubbicitario di un colorificio. Pubblicità che noi definiamo sessista cioè di disprezzo e prevaricazione di un genere (maschile) su un altro (femminile). Per vendere barattoli di pittura, si usa il corpo di una donna, con un ammiccamento che è anche un palese invito alla molestia; quello che oggi si vorrebbe chiamare e perseguire (sic!) come reato di stalking. E’ una pubblicità pensata da stronzi per stronzi. Chi ride o sorride per questa trovata è veramente lost in WC, in basso, nella parte dello scarico, in quel liquame subculturale che fa pensare alle donne in genere come ad oggetti di consumo ed a quelle di famiglia come oggetti di proprietà. … Quando poi, quel “regalo di Dio” li manda in quel posto, i neuroncini dei nostri scimmioni dalle mani prensili, si sbriciolano, non sanno cosa fare, e allora fanno la cosa più a livello di bestia: picchiano, stuprano, uccidono. In Italia, ogni tre giorni una donna viene uccisa dal proprio marito, fidanzato, convivente, amante… Ah, per fortuna che c’è Silvio con le sue carinerie; lui la mano sul muscolo gluteo, se dobbiamo stare al racconto di Paolo Guzzanti , un ex della sua risma; la delega ad altri….: “ …Lui festoso. «Mi chiese urlando: "L' hai toccata? L' hai toccata?" Voleva proprio sapere se avessi approfittato della calca per palpeggiare una donna che l' aveva colpito».(6) Evviva! Silvio sei tutti noi, anzi, sei tutti loro! Il migliore in 150 anni (7) ad aver fatto della volgarità virtù e ad averla eletta a rango di stile politico. Contro l’ordine della politica patriarcale, noi siamo in lotta da sempre, per l’affermazione dell’autodeterminazione e della dignità di persone; ma gli uomini? Dumbles - 9 ottobre 2009. |
||