Articolo da "Il Messaggero Veneto" del 25 ottobre 2008




Torreano. L’infortunio era avvenuto il 17 settembre allo stabilimento Artwood di Moimacco: inutili le cure al reparto specializzato dell’ospedale di Padova
 
Si ustionò sul lavoro, muore dopo un mese di agonia
 Diana Cromaz, 37 anni, vedova dal 2004, era stata investita da una fiammata mentre travasava solvente

TORREANO. Un mese di agonia. Un mese di speranze per i familiari. Inutili. Diana Cromaz, rimasta vedova nel 2004, è spirata nella notte fra giovedì e ieri al Centro grandi ustionati di Padova, dov’era ricoverata dal 17 settembre, quando era stata colpita da un’improvvisa fiammata nel cortile della ditta Artwood di Moimacco, mentre era intenta a prelevare del solvente da un fusto. Aveva 37 anni e una figlia che deve ancora compierne 6.
Per 35 lunghi giorni i suoi familiari hanno sperato che le cure bastassero a salvare la vita di Diana, a restituirla alla vita di sempre, ai suoi affetti, alla sua bimba, già provata dalla recente scomparsa del padre.
Ma le condizioni della donna erano parse disperate sin da quel mercoledì pomeriggio quando, mentre era impegnata in una delicata operazione di travaso nell’area di deposito dello stabilimento in cui lavorava – alla Artwood, nella zona industriale di Moimacco – era rimasta gravemente ustionata. Doveva riempire con il diluente un fusto della capienza di 30 litri dopo aver prelevato il liquido da un silos dalla capacità di 900 litri. Il solvente conteneva toulene, una sostanza che genera vapori facilmente infiammabili anche a basse temperature. Un’improvvisa fiammata l’ha investita avvolgendola al volto, alle braccia e su tutta la parte anteriore del corpo, fra gli sguardi attoniti dei suoi colleghi che hanno cercato di soccorrerla: hanno recuperato gli estintori, li hanno puntati contro la donna e hanno cercato di spegnere le fiamme.
Nel giro di pochi minuti è partita la chiamata al 118. Ai sanitari è apparsa subito evidente la gravità delle condizioni della donna, che aveva riportato ustioni al 70 per cento del corpo.
Una volta giunta all’ospedale Santa Maria della Misericordia di Udine è stato disposto il suo trasferimento al Centro grandi ustionati di Padova, dove è rimasta per oltre un mese.
I carabinieri di Cividale, in collaborazione con i vigili del fuoco, giunti sul posto con una pattuglia, avevano avviato le indagini per far luce sulle cause dell’infortunio, inoltre, il magistrato aveva disposto il sequestro dell’area dello stabilimento. Ma sulla vicenda non è ancora stata fatta piena chiarezza.
Lucia Aviani