Articolo da "La Repubblica" del 15 ottobre 2005


Donne, al lavoro vietato piangere
Discriminate le reazioni femminili, le lacrime stroncano la carriera
Superato l´obbligo degli abiti "da maschi", resta il tabù delle emozioni
Perfino sul web fioccano consigli su come trattenere il pianto
Da secoli agli uomini viene insegnato il controllo dei sentimenti

STEPHANIE ROSENBLOOM
Quando raggiunsero per la prima volta i livelli più alti delle grandi aziende americane, le donne d´una generazione fa indossavano camicette dimesse, abbottonate fino al collo. Portavano anonime borse da lavoro e adottavano l´atteggiamento dei loro colleghi maschi. Più di due decenni dopo, le donne non si comportano più come gli uomini, hanno sostituito con graziose borsette le vecchie e trasandate borse di lavoro e adottano l´abbigliamento maschile solo se è tagliato a misura delle loro curve. Eppure un tabù dei vecchi tempi pre-femministi resiste ancora nei luoghi di lavoro: alle donne non è consentito piangere in ufficio. È un handicap potenzialmente grave per fare carriera. Continua a essere visto come un segno di debolezza o di irrazionalità e sono le donne stesse a vederlo così, non solo gli uomini.

Per ragioni sia biologiche che sociali, dicono scienziati e sociologi, le donne sono più inclini degli uomini al pianto quando sono frustrate. Eppure molte veterane dei luoghi di lavoro impongono la regola di non farlo e attraverso seminari, libri e siti web consigliano trucchi su come conseguire l´obiettivo. «Io sento dire, anche da altre donne, che le loro colleghe hanno la lacrima facile - dice Lori Majewski, caporedattore di Teen People - Il giudizio può essere ingiusto perché a volte le donne piangono per dei sacrosanti motivi, però è necessario che si controllino, che trattengano le emozioni». Alle sue dipendenti suggerisce, se hanno voglia di piangere, di uscire dall´ufficio e di andarsene a fare una passeggiata. «Non andate neppure alla toilette - consiglia - qualcuno vi potrebbe vedere e in un batter d´occhio circoleranno pettegolezzi sul vostro conto». Oppure meglio rivolgersi al superiore in modo diretto, sostiene la Majewski. «Andate dal capo e dite: "Sono stata sopraffatta dall´emozione, ma io non sono così, spero lo comprenda"» e conclude: «Soprattutto, per carità, evitate di dare la colpa alle mestruazioni».

Alcune donne, quando sono in difficoltà, si danno pizzicotti, si mordono le labbra oppure respirano profondamente. Un consiglio, comparso sul sito della Society for Women Engineers, www. swe. org, suggerisce di allenarsi, simulando delle situazioni difficili. Un articolo sul pianto in www. womensmedia. com consiglia il distacco emotivo: «Esercitatevi, quando provate un´emozione, a non esprimerla». Piangere sul luogo di lavoro non è la stessa cosa che piangere a un matrimonio, per un film o al capezzale di un malato, perché il pianto in ufficio è scatenato non dalla compassione e neppure dal dolore, ma dalla frustrazione o dalla stizza. «Quando le persone rivelano uno stato emotivo, non vengono prese sul serio», spiega Mary Gatta, direttore del centro studi sulla politica della forza-lavoro del Center for Women and Work della Rutgers University. Per Tom Lutz, autore di "Piangere: la storia naturale e culturale delle lacrime", agli uomini è stato insegnato dalla rivoluzione industriale: «Le emozioni non devono interferire nel procedere regolare delle cose». Ma gran parte delle donne non hanno ricevuto questo particolare tipo di addestramento professionale.

«Agli uomini è consentito adottare metodi diretti - afferma Marianne LaFrance, professore di psicologia alla Yale University. - Possono sbattere i pugni sul tavolo, gridare e gettare cose contro il muro per manifestare fisicamente gli stati d´animo». Uno studio della Pennsylvania State University ha trovato prove del fatto che le lacrime degli uomini sono considerate in modo più positivo di quelle delle donne: si vedono gli uomini piangere raramente, e si dà loro il beneficio del dubbio. «Quando un uomo piange, le persone pensano sia uno sensibile - pensa la LaFrance - Se piange una donna, la si vede come una instabile».

Statistiche sito,contatore visite, counter web invisibile