| Magliette, libri e reality show: l'ultima tendenza è l'attacco ai maschi «I ragazzi? Sono stupidi e puzzano» Le teenager americane scoprono l'insulto da T-shirt. E la moda Usa fa affari d'oro grazie alla guerra tra i sessi DAL NOSTRO INVIATO IL FENOMENO - «Il marketing americano sta puntando sulla guerra tra i sessi per fare soldi - afferma il Wall Street Journal - e la tecnica sta funzionando: le nostre figlie spendono milioni di dollari all’anno per umiliare ed insultare i maschi». Dopo le canzoni con testi anti-macho e i reality show che mettono le donne contro gli uomini, ora anche la moda partecipa al cosiddetto «boy bashing», ovvero l’attacco ai maschi. Come la prendono i diretti interessati? «Noi siamo davvero stupidi - ribatte il 17enne Bryan Blase, che è abituato a vedere questa frase sulle magliette delle sue compagne di scuola - e le ragazze ci dovrebbero colpire con delle pietre, ma solo ogni tanto». Blase è solamente uno dei tanti teenager americani che apprezzano l’umorismo del «boy bashing». Ma c’è chi non considera il trend divertente. «Non c’è niente da ridere - afferma lo psicologo Ted Braude, specializzato in turbe adolescenziali dei giovani pazienti maschi -. Il sarcasmo espresso su queste magliette può diventare un’arma letale e minare l’autostima già precaria dei teenager in un momento cruciale della loro crescita». RAGAZZE ARRABBIATE - Secondo altri, l’antagonismo delle giovanissime è uno specchio della società americana adulta. «La gente pensa che per avere successo le femmine devono battere i maschi, e viceversa - commenta Joe Kelly, presidente del gruppo Padri e Figlie - . Un tempo le ragazze americane aspiravano ad emulare i maschi, adesso vogliono essere meglio di loro». L’ultimo sviluppo della lotta tra maschi e femmine viene dal nuovo reality show «Girls v. Boys», che fa gareggiare un gruppo di ragazze contro un gruppo di maschi in vari eventi altamente competitivi. Il programma, che va in onda sul canale The N, ha successo tra i teenager americani per il suo tono estremo e senza esclusione di colpi. Alessandra Farkas |
||