| Sulla Gazzetta Ufficiale il concorso riservato alle fiction che trattino solo di unioni di diverso sesso "La famiglia perfetta è etero" e il governo lancia un premio tv SEBASTIANO MESSINA In un paese tracimante di concorsi, premi e riconoscimenti assortiti, una targa d´argento in più o in meno non dovrebbe fare notizia. Ma il «premio Famiglia», come inevitabilmente verrà battezzato dagli addetti ai lavori - inconsapevole omaggio alla celebre battuta di Leo Longanesi: «La nostra bandiera nazionale dovrebbe recare una grande scritta: "Ho famiglia"» - lascerà un segno. Perché per la prima volta un governo italiano decide di stabilire, con l´assegnazione di un trofeo, quale fiction, quale sceneggiato, quale telefilm rispecchia più fedelmente un´idea ufficiale della famiglia. Che sarebbe, in teoria, quella stabilita dall´articolo 29 della Costituzione («La Repubblica riconosce i diritti della famiglia come società naturale fondata sul matrimonio»). Per non sbagliare, l´estensore del decreto (Fini? Berlusconi? Landolfi?) ha voluto fare un´aggiunta alla definizione costituzionale, specificando - visti i tempi - che si intende «il matrimonio tra persone di sesso diverso». Così, giusto per non correre il rischio di assegnare il «premio Famiglia» a un film su una coppia gay. Dunque ogni anno verrà consacrato a Palazzo Chigi l´autore televisivo che avrà saputo rappresentare con più passione e con superiore maestria il valore costituzionale del nucleo familiare, «con un importante ruolo sociale nell´istruzione ed educazione della prole, prevenzione dal disagio ed assistenza morale e materiale dei giovani e degli anziani». Sarà scelta (da Berlusconi) una giuria «composta da eminenti personalità della cultura» e alla fine verrà consegnato il premio (che non dovrà costare troppo perché questo solenne riconoscimento, specifica il decreto con pignoleria da contabile, non deve assolutamente comportare «oneri aggiuntivi per il bilancio della Presidenza»). Non è, sia chiaro, una novità assoluta il fatto che un governo decida di usare la fiction per educare il popolo. La storia di Hollywood abbonda di film scritti, girati e distribuiti per formare i cittadini modello dell´America anticomunista, e nel 1944 fu addirittura fondata una «Motion Picture Alliance for America Ideals» (vicepresidente Walt Disney). E´ su quel sentiero che si muove - sessant´anni dopo - Palazzo Chigi. Inseguendo l´immodesta illusione di stabilire come dev´essere - nel terzo millennio - la Famiglia Perfetta. Perché i guai cominceranno quando si tratterà di scendere nel dettaglio. Vanno bene i padri divorziati che si sono risposati? Saranno scartati i telefilm dove uno dei protagonisti (un figlio, uno zio o una cognata) è gay e non punta a «un matrimonio tra persone di sesso diverso»? Saranno concesse deroghe per i vedovi e le ragazze madri? Visto che a Palazzo Chigi si sono lanciati in questa ardua missione, completino l´opera: urge regolamento attuativo. |
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