| Donne invisibili arrivate dall'Est Don Sacco. «Lavorano sottopagate nelle serre e, per miseria, cedono al ricatto sessuale dei padroni» Lavorano nelle serre per venti euro al giorno e per arrotondare il misero guadagno del loro lavoro sommerso, in molti casi cedono al ricatto sessuale dei titolari delle imprese agricole che gli danno occupazione in nero e un alloggio fatiscente. E' un fenomeno triste, sempre più presente, soprattutto a Vittoria dove esistono vaste aree coltivate a serre, con un notevole numero imprese serricole, dove lavorano invisibili operaie, ragazze dell'Est Europa, provenienti dall'Ucraina e dalla Polonia. I loro orari di lavoro non sono contabilizzati, è tutto fluttuante, nessun contratto, non c'è un numero di ore preciso, d'altronde di giorno lavorano in campagna, di notte fanno lo "straordinario" cedendo alle attenzioni sessuali di proprietari o di loro congiunti. Questo fenomeno è sotto gli occhi di tutti, se ne parla a Vittoria, ma sottovoce perché è una realtà scomoda. Ogni tanto quando qualcuna di queste donne scappa, perché non resiste al circolo vizioso, al ricatto indegno, allora la voce si diffonde. Se ne parla e poi tutto tace. Una di queste donne, fuggita da una delle tante situazioni di ricatto, è finita nel centro di accoglienza di padre Beniamino Sacco della parrocchia dello Spirito Santo. "Sono donne che lasciano i loro paesi con in tasca un visto turistico della durata di tre mesi, ma turiste non sono - dice padre Beniamino - si avventurano in Italia per scoprire un mondo che consenta loro di uscire dalla fame nera in cui si trovano, spesso sono spose o mamme desiderose di assicurare ai loro figli e alla famiglia un tenore di vita dignitoso". Quei 20 euro al giorno non bastano per mandare soldi a casa a sufficienza, così si arrotonda con il sesso a pagamento. Ma intendiamoci le prestazioni di queste donne che vivono nelle serre o come badanti tuttofare, non hanno lo stesso prezzo di chi fa la prostituta per mestiere. Anche nel sesso sono sottopagate. "E' come se lo straordinario di queste donne, deboli perché cedono al ricatto sessuale per miseria, fosse un atto dovuto per certe persone, per questi padroni che hanno l'atteggiamento di chi ha strisciato per tanto tempo davanti ad altri padroni e ora si ritiene in diritto di calpestare la dignità dei poveri di turno usandoli come merce", dice padre Beniamino. La cosa più grave del fenomeno che viene denunciato dal parroco della chiesa dello Spirito Santo è che in certi ambienti la condanna scatta solo nei confronti di queste donne. "I benpensanti dicono: loro perché ci stanno, convinti di mettere a tacere furbescamente la loro coscienza". Vi sono proprietari che approfittano del bisogno e tendono la trappola del ricatto sessuale e che per giunta si sentono dei benefattori. "Qualcuno veste i panni del benefattore a cui bisogna dire grazie perché dà la possibilità di lavorare, è proprio vero che l'ignoranza, la stupidità e l'arroganza non hanno limiti", commenta il prete, "ma la povertà non è un difetto e al povero non si deve e non si può togliere anche la dignità del suo corpo. Altri gli hanno rubato la libertà, il diritto di parlare, attenti a non vestire i panni dell'agnello mentre in effetti si è lupi rapaci". Rossella Schembri |
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