Hanno il primato europeo di ore dedicate ai lavori domestici. E comprano solo prodotti di qualità
Donne italiane fissate per la pulizia nelle nostre case record di detersivi
ALESSANDRA RETICO
ROMA - Certo che ci è piaciuta la liberazione sessuale, la carriera, l´autonomia economica e sentimentale, magari presto ci piacerà persino il potere. Però vuoi mettere il profumo delle lenzuola fresche di bucato, le posate lucide, mobili e pavimenti così lustri che ti ci puoi specchiare. Le italiane sono così, alla casa ci tengono, alla routine dei piatti, del ferro da stiro e della pulizia in generale non rinunciano. Meglio: ne sono ossessionate. «Voglio una casa scintillante come quella di mamma». Questo dicono. Almeno secondo il Wall Street Journal che per sostenere la tesi porta numeri come quelli di una ricerca della Procter & Gamble, la multinazionale dell´igiene: le italiane spendono 21 ore alla settimana, contro le 4 delle americane, per stare dietro a polvere, magliette sporche e vetri opachi. Cucina esclusa, sia inteso. Dati simili erano venuti fuori a marzo scorso da Eurostat: le italiane le più dedite in Europa ai lavori domestici.
Dal giornale finanziario altre curiosità legate soprattutto ad abitudini e prodotti: lo spazzolone sui pavimenti di cucine e bagni le italiane lo passano 4 volte ogni 7 giorni, le americane solo una. E sul bucato pretendono l´esclusiva, lo fa l´80%. Tra i detergenti ci trovi più barattoli, spray e attrezzi che nel laboratorio di un alchimista cinquecentesco, la malìa un po´ la stessa: una media di 8 prodotti diversi, le aziende per il nostro mercato producono bombolette con un 50% in più di contenuto e spesso inventano detersivi solo per noi. Tutta roba al top di gamma perché non c´è da fidarsi di surrogati a buon prezzo che poi devi rifare tutto da capo.
Ecco, anche questo è il punto: che le italiane sospettano della tecnologia domestica e dei ritrovati che fanno risparmiare tempo e lavoro. Dietro questa promessa ci sentono fregature: vogliono creme e impiastri che puliscano di più, non miracolosi risparmia-fatica. La Unilever come la Whirpool ci hanno rimesso soldi con il nostro scetticismo, abbiamo snobbato i loro spray multiuso e strofinacci senz´acqua. Ce ne hanno guadagnati con quelli fatti ad hoc per le fanatiche antipolvere, come il panno con cera d´api lucidante. La questione lavastoviglie: Bosch, Electrolux, Aeg, Siemens e i migliori brand di elettrodomestici si dannano, le italiane dicono meglio lavarli a mano i piatti, l´aggeggio pare ce l´abbia solo il 30%. Invece la lavatrice è bella, piace, soprattutto se è intelligente e delicata. La risposta delle aziende: cicli specifici per lana, seta, cachemire, attrezzature sportive e jeans che ormai costano più di un abito da sera.
Dietro questo fondamentalismo del pulito mica ci sono casalinghe e neanche disperate, non le vecchie zie che ti fanno mettere le pattine, ma 30 e 40enni professioniste che prima del consiglio di amministrazione stirano mutande e se proprio non hanno tempo danno istruzioni dettagliatissime alla colf su come farlo. Si dirà: la solita vecchia storia, le donne puliscono sennò chi. In effetti la ricerca Eurostat del marzo scorso ci ha messo in cima alla classifica europea per tempo speso in faccende domestiche, 5 ore e 20 minuti al giorno, prima di estoni e slovene. I nostri maschi, all´inverso, ultimi (con 1 ora e 35 minuti). Voluto o imposto, un primato che qualcosa insegna: magari che l´intuito per le cose pulite le italiane ce l´hanno. E chissà che centrifughe di idee.