Articolo da "La Repubblica" del 6 dicembre 2003
La nuova legge sulla fecondazione assistita: va all´attacco il professor Carlo Flamigni, presidente della Società fertilità e sterilità
"Un autogol dei cattolici saranno le donne a pagare"

PAOLA CASCELLA
BOLOGNA - «Martedì di nuovo in Senato, un breve ritorno alla Camera, poi una legge stolta sulla fecondazione assistita sarà legge dello Stato». Carlo Flamigni, presidente della Sifes, Società italiana fertilità e sterilità, è pessimista: «I giochi sono chiusi». E polemico: «Non si fanno le coalizioni senza aver prima trovato l´accordo sulle questioni di bioetica. L´elettore non manda i suoi rappresentanti in Parlamento perché abbiano la libertà di esprimersi secondo coscienza e contro il suo mandato»

Ce l´ha con i cattolici dell´Ulivo che hanno votato con il Polo?

«Sì. La cosa buffa è che questa legge, che sembra pensata per punire chi si è voluto immischiare di cose sudicie, è una specie di sgambetto che il mondo cattolico si è fatto da solo. Quello che hanno perso è molto di più di quello che hanno guadagnato».

Davvero professore?

«Il problema fondamentale per i cattolici è sempre stato la tutela della dignità della procreazione. Ora hanno messo tra parentesi questo valore. Accettando quella che loro stessi definiscono una legge imperfetta, rinunciano al dogma che non si possono avere rapporti sessuali senza fini procreativi. Una rivoluzione. Si rompe una diga. Da oggi in avanti come faranno a dire che è lecito maneggiare la fertilità, ma non per esempio la pillola anticoncezionale?»

Una legge voluta dai cattolici che dà scacco ai cattolici. E tuttavia una magra soddisfazione per lei che è un pioniere della procreazione assistita. Ora chi sarà a rimetterci di più?

«Le donne, com´è ovvio. E poi la medicina e la ricerca. Prima di tutto perché sarà impossibile usare embrioni congelati per produrre cellule staminali. È il frutto della levata di scudi in difesa degli embrioni. Anche se alcuni esperti di bioetica ritengono che per un embrione sarebbe più dignitoso salvare una persona che "morire" abbandonato nel ghiaccio».

Passi indietro per tutti, dunque, secondo lei. Ma torniamo alle donne.

«La fecondazione assistita diventerà un problema sociale. Dai dati dell´Oms viene fuori che, nel 2000, 198 centri italiani hanno praticato 29.600 cicli, ossia prelievi di ovociti e trattamenti. Il numero è in difetto perché dalla statistica mancano una decina di centri. I bambini nati sono stati 7.200, il 13 per mille delle nascite. Si calcola che saliranno al 20 per mille. Sa cosa vuol dire? La procreazione assistita diventerà fondamentale in Italia come in altri Paesi».

E con la nuova legge cosa accadrà?

«Sarà tutto molto più difficile. Guardiamo le gravidanze multiple. Attualmente in Italia su cento donne trattate, 24 riescono a diventare madri. Per 14, 15 di loro sono parti gemellari. Negli Stati Uniti la percentuale di successi si alza a 30, ma le gravidanze plurime sono il 40 per cento. Noi cerchiamo di evitarlo. Finora ci siamo riusciti soprattutto grazie alla possibilità di congelare gli embrioni. Una pratica che ci ha consentito trasferimenti in fasi successive. Al termine di questi trattamenti sappiamo che nelle donne con meno di 35 anni c´è una buona percentuale di gravidanze. Da domani sarà proibito il congelamento, dunque a prescindere dall´età della donna tutti gli embrioni ottenuti - ma non più di tre - dovranno essere reimpiantati. Con un risultato: un aumento vertiginoso dei parti gemellari nella donne più giovani, mentre quelle più mature potranno dire addio alla maternità».

Ci sarà sempre la possibilità di ritentare.

«Sì, ma con un peso notevole sulle spalle delle donne. I medici, noi medici, diciamo che i trattamenti non fanno male, ma in termini di fatica fisica, di stress, di investimento emotivo?il prezzo è alto. Se le dicessero che in base ad una legge dello Stato ci vogliono due gravidanze per avere un figlio, lei sarebbe contenta?»

Chi potrà permetterselo si rivolgerà ai centri di altri Paesi?

«Certo. Posso dirle che la settimana scorsa ero in Sicilia e sentivo che qualcuno si sta già attrezzando per aprire nuove strutture a Malta o nella ex Jugoslavia. È normale. Ciò che invece mi scandalizza è che in base alla nuova legge saranno vietate le indagini genetiche pre- impianto anche alle coppie portatrici di anomalie genetiche. Se poi a gravidanza iniziata si scopriranno malformazioni?c´è sempre l´aborto. E dire che tutto questo nasce dalla volontà dei cattolici di proteggere proprio l´embrione e dal timore un po´ fantasioso che qualcuno voglia approfittare di queste tecniche per selezionare bambini migliori, magari biondi e con gli occhi azzurri».

Come si può evitare il rischio senza penalizzare quelle coppie?

«Io dico che se queste paure sono tanto forti, i genetisti devono fare un elenco delle malattie tanto gravi da meritare l´indagine pre- impianto. Sarebbe una mediazione dignitosa in un Paese come il nostro, un Paese laico che esige la necessità di trovare un accordo tra diversi punti di vista. Dovrebbero tenerne conto anche quelli che oggi stanno pugnalando alle spalle la laicità dello Stato perché si sentono i più forti. Con la mediazione si possono aggirare anche altri problemi, come la donazione eterologa».

Qual è la sua proposta?

«Costruiamo per le coppie che chiedono una donazione di gameti un percorso simile a quello dell´adozione. Si vuol sapere se le mani che accarezzeranno un bimbo accolto in una famiglia sono mani degne? Bene, pretendiamo che anche le coppie sterili che devono ricorrere al seme o all´ovocita di un estraneo, dimostrino che sono in grado di assumersene la responsabilità».