| Alla provetta del senato Da oggi in votazione a palazzo Madama il ddl sulla procreazione medicalmente assistita Appello trasversale Quindici senatrici di tutti i gruppi chiedono che il testo sia modificato perché «contiene punti inaccettabili sul piano del diritto e della scienza» GIULIA BIANCHI Il testo licenziato dalla camera nell'estate 2002 prevede infatti che il ricorso alle tecniche di procreazione medicalmente assistita sia consentito solo se accertata l'impossibilità di rimuovere altrimenti le cause che impediscono la procreazione, ed è comunque circoscritto ai casi di sterilità o di infertilità inspiegata o accertata. Inoltre, vieta la clonazione umana, la sperimentazione sugli embrioni e il loro congelamento. E' possibile produrre non più di tre embrioni per volta, il numero necessario ad un unico e contemporaneo impianto. E' inoltre prevista l'adottabilità degli embrioni congelati di cui non si conoscano i genitori biologici o dei quali non sia stato chiesto l'impianto da almeno tre anni. Il provvedimento vieta la fecondazione eterologa. E tutela, come recita l'articolo 1, «i diritti di tutti i soggetti coinvolti, in particolar modo del concepito». Secondo quanto prevede il testo potranno ricorrere alle tecniche di procreazione assistita solo le coppie formate da persone maggiorenni di sesso diverso, sposate o conviventi, in età potenzialmente fertile ed entrambe viventi. Gli interventi potranno essere eseguiti solo in strutture pubbliche o private autorizzate dalle regioni (i requisiti saranno oggetto di un decreto ad hoc) e iscritte in un registro che sarà realizzato presso l'Istituto superiore di sanità. Da 200 a 600 mila euro le sanzioni di tipo amministrativo. Il commercio di embrioni o gameti viene invece punito con la reclusione da 3 mesi a 2 anni e con multe da 600 mila a un milione di euro; i tentativi di clonazione con la reclusione da 10 a 20 anni e fino a un milione di euro di multa. «Gli effetti sono assurdi e pericolosi per la salute delle donne - osservano dunque le quindici senatrici - si riducono le possibilità di successo degli interventi; sarà destinato a crescere drammaticamente il ricorso agli aborti terapeutici in caso di malattie genetiche; aumenterà un turismo procreativo umiliante e privo di garanzie; l'Italia diventerà un'isola infelice nel cuore dell'Europa. Per tutto questo, chiediamo ai parlamentari, indipendentemente dalle opinioni politiche, culturali e religiose, di fermarsi a riflettere, e di cambiare il testo in esame». A sostegno delle richieste di modifica le donne Ds hanno organizzato per oggi una manifestazione davanti a palazzo Madama a cui parteciperanno parlamentari, segretari e coordinatrici regionali della Quercia, associazioni che difendono i diritti delle coppie sterili. Sulla mobilitazione è però polemica con i Radicali. Da sempre in prima fila sui diritti civili, i Radicali contestano soprattutto ai partiti laici e della sinistra la mancata risposta alla loro richiesta di iniziativa parlamentare, popolare e dell'informazione in merito alla manifestazione convocata per oggi alle 15 sempre davanti al senato. |
||