Articolo da "Avvenire_Online" del 29 dicembre 2003
Le biotecnologie e le debolezze degli ecologisti

Lucetta Scaraffia

Il dibattito sulla procreazione assistita ha infranto gli schieramenti tradizionali, che vedevano schierati donne contro uomini, destra contro sinistra, laici contro cattolici: in molti casi questa volta sembra avere prevalso il desiderio di discutere insieme problemi gravi che riguardano tutti e a cui tutti sono sensibili. Ma rimangono contraddizioni non risolte ed equivoci non chiariti. Per esempio, la posizione di verdi ed ecologisti, tante volte al fianco della Chiesa nella critica a una modernità solo acquisitiva, nella quale la dimensione tecnologica sembra divorare quella umana. Infatti, mentre vigilano con attenzione sulle manipolazioni genetiche di cavolfiori e fragole, davanti a quelle umane i verdi diventano di colpo aperti a ogni tipo di "progresso". L'utopia scientifica dell'uomo che si mette al posto di Dio, e promette se non la felicità almeno la rimozione del dolore, è troppo forte anche per loro, che amano dipingersi come resistenti alle lusinghe della modernità. La procreazione assistita promette di esaudire un desiderio, e soddisfare i desideri è considerata la formula sicura per la felicità su questa terra. E davanti al mito della felicità individuale anche i verdi, severissimi difensori di cavoli e zanzare, perdono la testa. Ma non sono gli unici disposti a travolgere i loro principi per difendere a oltranza la libertà individuale: anche le femministe non sanno vedere come la procreazione assistita costituisca proprio un momento essenziale dell'espropriazione del corpo. A differenza infatti di quanto hanno detto molte femministe nell'ultimo dibattito, è proprio l'ingegneria genetica a togliere alle donne l'esclusiva della maternità e a tramutarle in uteri consenzienti, dove alcuni scienziati inseriscono un "prodotto" (l'embrione) scelto e manipolato da loro. Ma anche per le femministe queste contraddizioni sembrano sbiadire davanti all'unica utopia di felicità dell'uomo moderno: controllare il più possibile il proprio destino, esaudire i propri desideri e tramutarli in diritti. E molti non sanno resistere, anche a costo di contraddirsi.