Articolo da "La Repubblica" del 7 settembre 2004


L´esponente Udc attaccato da tutta l´opposizione. I Ds: Pera e Casini lo censurino. Il Pdci chiede le dimissioni
Embrioni, bufera su Giovanardi
Il ministro: referendum nazista. I radicali: lo denunciamo
D´Alema firma. E anche la Margherita apre un tavolo alla sua festa nazionale
I contestatori della legge paragonati a Hitler. E la lite rischia di finire in tribunale

MAURO FAVALE
ROMA - Tutti contro Carlo Giovanardi. I radicali denunceranno «in sede civile e penale» il ministro dei Rapporti con il Parlamento. I Comunisti italiani ne chiedono le «immediate dimissioni». Rifondazione e Verdi definiscono «aberranti e infamanti» le sue affermazioni. E i Ds si appellano ai presidenti di Camera e Senato «perché non passi sotto silenzio l´aggressione terribile del ministro Giovanardi». Si gioca sulla campagna referendaria per l´abrogazione della legge sulla fecondazione assistita la nuova, durissima polemica politica. E a due settimane dalla conclusione della raccolta firme, il destinatario delle critiche diventa il ministro Giovanardi. Sui muri della "sua" Modena è apparso un manifesto nel quale Adolf Hitler arringa un manipolo di Ss. Una foto e due scritte: "Referendum sulla procreazione assistita, anche loro avrebbero firmato". Il manifesto, che porta la firma dell´Udc locale, l´ha voluto proprio il ministro Giovanardi e il paragone tra nazisti e firmatari del referendum è foriero di aspre polemiche. «Giovanardi - sostiene Daniele Capezzone, segretario dei Radicali - ne dovrà rispondere in sede penale e civile, e con i soldi che ricaveremo dalla causa sosterremo la campagna referendaria». Gli fa eco il Pdci, che con Maura Cossutta chiede le dimissioni del ministro. Prc e Verdi considerano le parole di Giovanardi un segnale «dell´ansia di restaurazione reazionaria che anima i settori più retrivi della Cdl». E la coordinatrice delle donne ds, Barbara Pollastrini, chiede «parole serie e adeguate dai presidenti di Camera e Senato».

Giovanardi non cede, e replica: «Spero che non vogliano organizzare campi di concentramento per i dissidenti. Sono allibito perché, chi ogni giorno insulta i sentimenti e le convinzioni dei cattolici del nostro paese, definendoli oscurantisti e talebani, ora vuole intimidire un partito e un parlamentare che esprime una sua opinione che non coincide con quelle radicali». Solidarietà al ministro arriva dal suo compagno di partito, il centrista Maurizio Ronconi («Giovanardi ha difeso una legge dello Stato e ha fatto il dovere che ci si attendeva da un ministro»), e dai cattolici di Forza Italia. Il ministro per i rapporti con il Parlamento non è, però, l´unico esponente del governo sotto accusa. Per Marco Pannella, infatti, esiste un "caso Sirchia": «Il decreto del Ministero della Salute, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, finanzia con 400 mila euro solo per il primo anno una struttura con la quale Sirchia ha avuto legami intensissimi, per svolgere un´attività di fatto ai limiti fissati dalla stessa legge sulla fecondazione».

Non mancano le polemiche, dunque, in una campagna referendaria che necessita ancora di centinaia di migliaia di firme. A chiedere uno sforzo maggiore è Pannella, che ha criticato l´atteggiamento «ambiguo e ondivago di Fassino e D´Alema». La risposta del presidente dei Ds non si fa attendere. Ieri stesso D´Alema ha, infatti, firmato i quesiti parziali per l´abrogazione della legge, alla Festa dell´Unità di Genova. «Spero che la raccolta abbia successo - ha detto - perché questa legge è offensiva per le donne. Il referendum non è una cosa drammatica in un paese civile e, senza abusarne, qualche volta può essere necessario». E, intanto, anche la Margherita, partito che si è spaccato al suo interno in materia di fecondazione assistita, aprirà nella sua festa nazionale di Polignano, nel Barese, un tavolo per la raccolta delle firme.