Articolo da "La Repubblica" del 8 giugno 2005


I Nobel Dulbecco e Levi Montalcini e altri 130 ricercatori: "Così si blocca il progresso"
Appello degli scienziati europei "L´Italia rischia il Medioevo"
Si mobilitano per il Sì cento associazioni di malati: "Non ci togliete la speranza di una cura"

ROMA - Ci sono le firme dei Nobel Renato Dulbecco e Rita Levi Montalcini sul documento con cui 130 scienziati europei tra i maggiori esperti di ricerca sulle cellule staminali, esprimono solidarietà ai colleghi italiani per il rischio di essere tagliati fuori dal circuito scientifico internazionale a causa dei divieti della legge sulla fecondazione assistita. Denunciano «la prospettiva di una proibizione legale definitiva» che impedirebbe ai ricercatori in Italia di «partecipare a pieno titolo al progresso scientifico diretto a scoprire nuove strategie per ridurre la sofferenza umana e curare malattie gravi». Al contrario «le cellule staminali embrionali umane derivate - spiegano - dalla blastocisti hanno enormi potenzialità a beneficio delle persone colpite da malattie degenerative». Puntuale è nel documento l´elenco di tutte le possibilità di ricerca. Inevitabile la conclusione: «Compito degli scienziati è di studiare le cellule embrionali e quelle adulte in parallelo, con rigore metodologico e senza pregiudizi». Di conseguenza, rilevano, «da un punto di vista scientifico non vi è alcuna giustificazione all´affermazione che la ricerca sulle cellule staminali embrionali e quella sulle cellule staminali adulte si escludano l´una con l´altra. Rifiutiamo quindi completamente l´affermazione che la ricerca sulle cellule staminali embrionali non sia indispensabile». In calce nomi come quello di Austin Smith dell´Istituto sulle cellule staminali embrionali dell´università di Edimburgo, di Catherine Verfaillie dell´università del Minnesota esperta di cellule staminali del midollo osseo, Margharet Buckingham dell´Istituto Pasteur di Parigi esperta di staminali dei muscoli. «La ricerca italiana, se non si modifica questa legge 40, rischia davvero di tornare al Medioevo», è l´invito di Rita Levi Montalcini, testimonial per i quattro Sì.

Il documento-appello degli scienziati europei è mostrato, quasi fosse un´arma finalmente a disposizione, dalle cento associazioni di malati che si sono mobilitate per il voto al referendum del 12 e 13 giugno e contro l´astensione. «Un voto per la vita e per la speranza» hanno chiesto raccontando esperienze personali drammatiche e toccanti i rappresentanti delle associazioni promotrici, tra cui Domenico Marchetti (Atrofia muscolare spinale); Gerardo Tricarico (Lega italiana fibrosi cistica); Filippo Buccella (Distrofia di Duchenne); Andrea Buzzi (Associazione emofiliaci). «La legge 40 nega ciò che per noi è più prezioso la speranza di una cura», ripetono. «L´astensione è un trucco giocato sulla pelle dei nostri bambini» perché, spiegano, questa legge «tocca molto da vicino la nostra vita, la vita di persone con malattie genetiche, spesso bambini e delle loro famiglie». Intanto una scoperta dagli Usa: un raggio laser in grado di far duplicare cellule staminali adulte progenitrici di cellule nervose.