Articolo da "La repubblica" del 6 giugno 2005


Procreazione, l´appello del ministro
Prestigiacomo: fate come Veronica e le altre mogli famose
"Rutelli opportunista". Bonino si rivolge a Ciampi contro gli inviti all´astensione. Cattaneo in Procura
Preoccupazione nel fronte del Sì per la legge sull´aborto. Anche il mondo dello spettacolo si schiera

GIOVANNA CASADIO
ROMA - Una per tutte: Veronica Lario, consorte di Berlusconi, al referendum del 12 e 13 giugno andrà a votare. Ma anche Barbara Palombelli, moglie di Rutelli. E le altre, compagne di vita di leader politici imbrigliati in «posizione strategiche». Meritano le mogli (e non i mariti) di essere prese ad esempio dagli «italiani di buonsenso». È il ministro delle Pari opportunità, Stefania Prestigiacomo, "liberal" di Forza Italia, a rivolgere un appello da donna a donne, non prima di aver confessato di sospettare «una scelta opportunistica» nella presa di posizione di Rutelli: «Siano in prima linea nella difesa dei nostri diritti e del futuro del paese. La battaglia è trasversale, non una guerra di religione». Ma certo, denuncia il ministro, se il referendum fallirà, «il prossimo obiettivo sarà una revisione della legge sull´aborto».

Un rischio che i referendari paventano da tempo. Tra le norme sulla provetta, che sanciscono l´intangibilità dell´embrione, e la 194, c´è infatti «una incongruenza palese». «Se congelare un embrione di 48 ore significa intervenire su una persona, allora l´aborto è un omicidio», osserva Prestigiacomo. Con lei nel Comitato "Donne per il Sì", Emma Bonino, leader radicale e ex commissario Ue, rincara: «L´invito all´astensione è preoccupante; è inaudito che a farlo siano le alte cariche dello Stato. Io sono sicura che il nostro presidente della Repubblica, Ciampi che ha grande sensibilità, difenderà la decenza costituzionale». I presidenti di Senato e Camera, Marcello Pera e Pier Ferdinando Casini, ricorda, si sono invece schierati per l´astensione, come la Chiesa chiede. Ci vuole «una ribellione laica».

Si mobilita anche il mondo dello spettacolo. Alba Parietti attacca: «Sono cristiana e per questo vado a votare. Disubbidirò al cardinale Rutelli...». Idem Vasco Rossi, Piero Chiambretti, Loredana Lecciso. Domani sera a piazza Navona ci sarà un grande concerto per il Sì (dalle 21) a cui hanno aderito Mietta, Mariella Nava, Marina Rei, Dolcenera, Giuliana De Sio, Anna Falchi. In piazza con i banchetti anche gli astensionisti di "Scienza e vita". A favore del voto la comunità ebraica.

Il referendum divide trasversalmente gli schieramenti politici. La presa di posizione del presidente di Dl, Francesco Rutelli per il "non voto" provoca altre proteste e malumori nell´Unione impegnata (con l´eccezione dell´Udeur) per il Sì. Fassino, il segretario dei Ds, ha l´agenda della settimana occupata quasi per intero da iniziative per il referendum, come del resto tutti i componenti della direzione della Quercia. Un nuovo appello al voto è stato firmato da amministratori del centrosinistra, tra i quali Veltroni, Cacciari, Penati, Marrazzo, Vendola, Bresso, Bassolino. Mobilitati Prc, Pdci, Sdi e Verdi. Divisioni profonde anche nella Cdl, dove una parte di Forza Italia milanese ha firmato l´invito a votare lanciato da Del Pennino e Biondi. Se An è in maggioranza per l´astensione, il leader e vice premier Gianfranco Fini annunciando tre Sì e un No (all´eterologa) ha provocato un terremoto nel partito e ha dato un bel sostegno ai referendari. Il governo (esclusi Fini, Martino, La Malfa e Prestigiacomo) è per l´astensione: il premier Berlusconi non ha ancora fatto sapere la sua, però aveva lasciato trapelare di parteggiare per l´astensione. Ma in prima linea ci sono soprattutto i Radicali. Hanno cominciato il digiuno a staffetta cooptando scienziati e intellettuali. Hanno avviato iniziative giudiziarie contro il black-out dell´informazione radio-tv: oggi Flavio Cattaneo, direttore generale della Rai, è chiamato a risponderne in Procura. È indagato - spiega Daniele Capezzone - dopo l´esposto-denuncia del Pr per «abuso d´ufficio e attentato ai diritti politici».