| Il leader della Margherita attacca gli alleati: "Promuovere la consultazione è stata una forzatura". Polemica nel centrosinistra Referendum, strappo di Rutelli "Mi asterrò, questo voto è contro il programma dell´Ulivo" ROMA - «È una legge non perfetta, ma io mi asterrò. L´astensione è una risposta legittima e giusta ed è l´atto più efficace e produttivo». Francesco Rutelli rompe il silenzio e ufficializza la sua posizione rispetto ai referendum sulla procreazione assistita del 12 e 13 giugno. «Il Sì produce una legislazione inaccettabile e lo strumento referendario contrasta con il programma dell´Ulivo», dice il leader della Margherita, sollecitando i promotori della consultazione a «dimostrare di non essere minoranza». Parole che scuotono il centrosinistra e che fanno da contraltare a Romano Prodi che ha annunciato la sua intenzione di andare al voto da «cattolico adulto». Entusiasta, invece, il coordinatore di Forza Italia, Sandro Bondi: «È una posizione di grande importanza e di grande significato. La comune condivisione di valori essenziali per il futuro dell´umanità apre obiettivamente prospettive politiche nuove e inusitate».«Io mi asterrò dal voto ai quattro referendum sulla procreazione assistita: il Sì fa un macello e produce una legislazione inaccettabile». Francesco Rutelli sfida i referendari, la sinistra, ma soprattutto la Federazione dell´Ulivo. «Valuto come una forzatura e un errore il fatto che alcuni partiti della Fed hanno compiuto la scelta, come partiti, di promuovere i referendum - dice - per la mancata informazione ai partner su una iniziativa rilevante, assunta in modo unilaterale». Un attacco che più chiaro non poteva essere, corroborato da riferimenti al programma dell´Ulivo che, osserva Rutelli, dice ben altro sulla bioetica e le sfide della biopolitica. Un´ora e tre quarti di "lezione": una relazione che punta smontare i quattro quesiti referendari uno a uno, a paventare il rischio di deriva eugenetica e di «selezione dei nostri figli», a rivendicare la bontà "laica" dell´astensione, la legittimità delle prese di posizione della Chiesa e del Papa, il proprio «non conformismo» ai luoghi comuni anche del centrosinistra. Ma lascia uno spiraglio a modifiche parlamentari: sei per l´esattezza, senza stravolgere certo la legge 40 e in particolare cancellarne il cardine ovvero i diritti del concepito e l´intoccabilità dell´embrione. Tuttavia questa discussione, assicura, non ci porterà a rivedere la legge sull´aborto. Così Rutelli annuncia ieri la propria scelta astensionista e compie un nuovo strappo. Spiega che è una posizione presa in veste di «politico e parlamentare» e non di presidente della Margherita, ma scatena l´ira dei referendari e incassa le lodi della Cdl. Il leader di Dl non risparmia fendenti anche a chi ha deciso di andare a votare No, non disertardo le urne. «Chi vota No involontariamente aiuta la battaglia del Sì. L´astensione è l´atto più efficace e produttivo» scandisce. Ad ascoltarlo, oltre ai cronisti, ci sono il professor Romano Forleo e i dl Beppe Fioroni, Silvia Costa, Renzo Lusetti, Dorina Bianchi, Amedeo Piva. «L´estrema complessità del tema forza i promotori di questi referendum a delle semplificazione sbagliate», avverte. Per Rutelli si tratta di «sciabolate e accettate» per coinvolgere il grande pubblico, per rendere in qualche maniera popolare quesiti ostici, delicati, complessi. Quindi «l´astensione rappresenta un radicale rifiuto di questa impostazione», è insomma «il modo politico più efficace per rigettare questa contesa». Aggiunge che non reputa «perfetta la legge 40» che pertanto va migliorata, però prima «bisogna verificarla, affinare le conoscenze. Quindi dobbiamo concordare delle modifiche, un passo che possiamo fare dopo questi referendum». Ripete più volte che le sue sono argomentazioni «interamente laiche», di cittadino «democratico, riformista e progressista». «La mia scelta - spiega - ha l´obiettivo di fare riflettere le persone sul dovere di darci dei limiti. L´uomo non è onnipotente. Dobbiamo definire delle regole e evitare di superare dei limiti inconsapevolmente». Agita la paura degli «ibridi e delle chimere» per indicare una scienza fuori controllo e un laicismo che le tiene bordone. «Tutti coloro che definiscono in modo aggressivo la scelta dell´astensione, tutti in passato almeno una volta si sono politicamente astenuti su altri quesiti. È quindi singolare che chi in passato ha promosso l´astensione attiva definisca furbesca, miserabile e ipocrita l´astensione su questi quattro quesiti». E le modifiche, per Rutelli, dovrebbero riguardare la gratuità delle prestazioni contro l´infertilità; incoraggiare la ricerca, ma sulle cellule staminali adulte e il congelamento degli ovociti; migliore corrispondenza tra età e condizioni di salute della donna e numero degli embrioni da produrre; migliorare la formulazione della legge sul rifiuto dell´impianto; la possibilità di diagnosi pre-impianto per i genitori portatori di malattie genetiche. Ripete infine che non si tratta di uno scontro «tra laici e cattolici, tra centrodestra e centrosinistra, tra oscurantismo e avanzamento della ricerca, tra promozione della condizione femminile e sua umiliazione». Per la politica,conclude, orientare la scienza è «una sfida formidabile». (g.c.) |
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