Articolo da "La Repubblica" del 28 maggio 2005


Ruini: grazie agli astensionisti
E i Radicali contestano la "congiura del silenzio"
Il presidente della Cei loda i laici cattolici impegnati a far mancare il quorum
Alemanno rilancia il non voto. "Ma non c´è collegamento tra fecondazione assistita e aborto"

CARMELO LOPAPA
ROMA - È un nuovo, chiaro appello alla mobilitazione per l´astensione al referendum sulla procreazione assistita. Rivolto a parrocchie e movimenti, sacerdoti e fedeli. E ancora una volta parte dal presidente dei vescovi italiani, Camillo Ruini, che già a gennaio aveva benedetto la scelta del non voto. Questa volta è un invito sotto forma di ringraziamento «ai laici per l´impegno nel referendum». Ovvero contro il referendum. Parole che, prevedono in tanti, potrebbero essere preludio a un imminente intervento, magari indiretto, del Pontefice sul tema.

D´altronde è proprio dal Congresso eucaristico di Bari, dove domani è atteso papa Ratzinger, che il cardinale Ruini pronuncia il suo «grazie». «Il pluralismo è legittimo e benefico, ma la pluralità cristiana - avverte - non perde mai di vista la sua fonte, ritorna all´unità eucaristica». E «l´impegno nel referendum - conclude davanti a diecimila persone - alla fine è un impegno a favore di ciò che è proprio di ogni essere umano, che non può mai essere ridotto a un mezzo ma rimane sempre un fine». E se a qualcuno non fosse chiaro il messaggio, il cardinale Giovanbattista Re ribadisce davanti alle telecamere l´invito esplicito all´astensione: «Quella legge salva alcuni valori in cui crediamo».

A centinaia di chilometri di distanza, una ventina di «fantasmi» si aggirano per le vie di Roma. Sono i radicali, tra loro Emma Bonino e Daniele Capezzone, che coperti da lenzuola sfidano il traffico e la calura della capitale per una processione laica con tanto di cartelli al collo. Manifestano contro «l´oscuramento della campagna referendaria» e contro chi lo starebbe favorendo. E così, fanno tappa a Palazzo Grazioli, residenza del premier, e Piazza Santi Apostoli, casa dei prodiani, poi sotto i balconi della Margherita e sotto quelli della sede Udc. «Noi siamo fantasmi finti, ma il fantasma vero è quello del quinto referendum - afferma la Bonino - quello sull´aborto che si cela dietro ai propositi dei difensori della legge 40». È un allarme diffuso, da giorni, nel fronte referendario. E rilanciato ora dalla diessina Melandri e dal verde Cento. Senza motivo, replica dal palco di un teatro romano il ministro di An Alemanno, nel corso della manifestazione del comitato «Militanti per la vita», tra deputati e dirigenti di partito, sottosegretari e vertici di «Scienza e vita». «La 194 non è in discussione» taglia corto il ministro. Che poi, pur senza mai citare la scelta di Fini, afferma sicuro: «La maggior parte della destra non voterà». Ma la polemica sul nodo dell´aborto tiene banco, al punto da costringere chi si era esposto a fare marcia indietro. Così l´ex ministro Gasparri nega che vi sia alcuna «intenzione surrettizia» sull´aborto, e fa altrettanto il ministro Buttiglione.

Sull´altro versante, il leader Ds Fassino va in giro da ieri con una spilletta che riproduce il "sì". Mentre Giuliano Amato conferma l´intenzione di andare a votare e invita gli italiani a fare altrettanto, ma seguendo «la vostra coscienza». Cossiga al contrario non andrà, come pure Andreotti. E a chi gli chiede se Sant´Agostino avrebbe condiviso la sua posizione, il senatore a vita risponde sarcastico: «Se avrò occasione, in un futuro spero non prossimo, glielo chiederò».