| Giovanardi: con la nuova legge non calano i casi di procreazione. Turco: sull´astensione opportunismo di Berlusconi e Rutelli "Un piano contro la legge sull´aborto" Referendari all´attacco. Prestigiacomo: integralisti nella Cdl Bertinotti: evidente il tentativo di mettere in discussione grandi conquiste di civiltà I radicali organizzano una manifestazione itinerante. I quattro sì di Andrea Camilleri CARMELO LOPAPA Ce n´è abbastanza per provocare una levata di scudi generale che fa virare lo scontro politico sul referendum del 12 e 13 giugno in tutt´altra direzione. «Hanno gettato la maschera» insorge il fronte del Sì. La sinistra si mobilita, ma il tasto dell´aborto mette in allerta anche pezzi della maggioranza. «Piano piano la verità viene a galla - afferma Emma Bonino - gli avversari del referendum puntano a rimettere in discussione la legge sull´aborto per tornare alla sua criminalizzazione». Anche per il leader del Prc Bertinotti, che invita l´Unione a una moratoria per parlare solo di referendum fino al 12 giugno, «si stanno mettendo in discussione le grandi conquiste di civiltà». E in trincea non scende solo la sinistra, non solo Barbara Pollastrini dei Ds o la verde Luana Zanella («Bisogna dare un segnale chiaro ai venti reazionari»). Protesta anche Chiara Moroni del Nuovo Psi: «Il retropensiero è quello di andare a toccare la 194, ma quella legge è intoccabile». Mentre la Quercia, con Livia Turco, prova ancora a stanare Rutelli: «Capisco l´astensionismo della Chiesa, ma non quello di Berlusconi e Rutelli, che mi sa molto di opportunismo». Certo è che non si respira una buona aria, a sentire il ministro Stefania Prestigiacomo. «Purtroppo, nel centrodestra stanno emergendo delle posizioni integraliste preoccupanti, perché gli attacchi che ho subito per le mie posizioni sono stati eccessivi e talvolta subdoli e beceri» dice riferendosi alla gossip che l´ha coinvolta di recente. Ma lo stesso governo del quale la convinta referendaria fa parte è tornato a difendere a Montecitorio l´impalcatura della legge sulla fecondazione. Lo ha fatto il ministro Giovanardi, affermando che in quest´ultimo anno «non vi è stata alcuna diminuzione statisticamente rilevante della probabilità di successo della procreazione assistita». Ma in tutta Italia si moltiplicano le iniziative in favore del sì, come pure quelle astensioniste di matrice cattolica, a due settimane dalla chiusura della campagna. I Radicali terranno oggi una «manifestazione itinerante» che toccherà luoghi simbolici come la sede della Margherita e la residenza di Berlusconi. Uomini della cultura e dello spettacolo, da Biagi a Curzi, dalla Fracci a Fazio firmano l´appello dell´associazione Articolo 21 contro la «censura mediatica», altri si alternano nello sciopero della fame avviato da un gruppo di scienziati. Censura che non esiste, a sentire il ministro della Comunicazioni Landolfi. «Voterò quattro sì ma gradirei meno appelli» confessa lo scrittore Andrea Camilleri. Tra una dibattito e l´altro scoppia anche qualche incidente diplomatico: «Talassemici e mongoloidi non devono più nascere», aveva detto a Porta a Porta il professore Severino Andreoli sostenendo le ragioni del sì. «Parole lesive della dignità dei nostri familiari» insorge l´Unione italiana down. |
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