| Storace: «Aborto, Gasparri sbaglia i tempi. Ma farò verifiche nei consultori» Storace: parlare ora della legge 194 aiuta i sì alla fecondazione La scelta di Fini? Così favorisce il raggiungimento del quorum ROMA Di ritorno dall’audizione alla Camera dove ha appena annunciato che oggi firmerà il decreto per tagliare i prezzi del latte artificiale, il ministro della Salute appare un po’ stanco, ma non cade in trappola. E a chi cerca a ogni costo di fargli dire che cambierà la legge sull’aborto (in linea con tutte le affermazioni e le iniziative prese quando era governatore del Lazio) Francesco Storace risponde accorto, abile: «No, non è il momento. Credo che mettere altra carne sul fuoco farebbe gioco soltanto ai nemici della legge 40 sulla fecondazione artificiale. Si rischierebbe così di rendere il clima ancora più isterico, non vogliamo fare crociate». Dunque, ministro, non è d’accordo con Maurizio Gasparri, il quale ha affermato che la 194 del ’78, sull’interruzione volontaria di gravidanza, è modificabile come tutte le leggi? A quale si riferisce, in particolare? Non è il momento per nuove polemiche, d’accordo. Ma quando le acque si saranno calmate e il referendum sarà lontano potrebbe rivedere la legge come ministro della Salute? Lei adesso getta acqua sul fuoco. Ma vogliamo parlare di tutte le sue iniziative antiabortiste comegovernatore del Lazio? A pochi mesi dalla sua elezione dichiarò: «Chi vuole abortire dovrà andarsene in Umbria e Toscana ». Poi annunciò lezioni a scuola contro droga e aborto. Era un altro Storace, quello? Quando il Parlamento di Strasburgo nel 2002 varò la risoluzione sul diritto all’aborto lei lo criticò come documento irricevibile. Questo diritto per lei non esiste? Nel Lazio lei ha introdotto un contributo in denaro per le donne che rinunciano a interrompere una gravidanza. Riproporrebbe lo stesso modello come ministro della Salute? Uno dei quesiti del referendum propone di abrogare quella parte della legge sulla procreazione medicalmente assistita che mette sullo stesso piano i diritti del concepito e quelli della donna. Se vincesse il no e l’articolo restasse immutato, secondo lei non potrebbe diventare un grimaldello per attaccare la 194 sull’aborto, come molti temono? Anche Fini l’ha detto: voterà tre sì e un no al quesito sulla fecondazione eterologa. La Camera americana ha approvato la legge che chiede di finanziare con denaro pubblico le ricerche sugli embrioni di nuova formazione e non solo le vecchie linee già esistenti. La parola passa al Senato, ma Bush ha annunciato che se il voto verrà confermato si opporrà con un veto. E se lei fosse Bush? Che cosa pensa della pillola del giorno dopo? Contraccettiva o abortiva? Margherita De Bac |
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