Articolo da "La Repubblica" del 21 maggio 2005


Al liceo Mamiani di Roma un confronto con gli studenti su fecondazione e referendum
Pannella-Ferrara, match a scuola tra Faust, gameti e pornografia
il leader radicale Se gli embrioni sono persone, la mamma e il papà sono spermatozoi e ovuli. Masturbarsi, allora, è uno sterminio
il direttore Marco gioca e parla d´altro. Ma noi non possiamo sostituirci alla natura, un limite ci vuole

CONCITA DE GREGORIO
ROMA - Siccome non siamo in televisione nessuno urla, nessuno interrompe, nessuno dà sulla voce dell´altro. E´ già istruttivo questo, per gli studenti del Mamiani: vedere Giuliano Ferrara che espone pacato il suo punto di vista, vedere Marco Pannella che ascolta in silenzio, a lungo, poi risponde. Dunque si può, ecco: l´esperimento è riuscito. Fuori dal talk show anche due polemisti di razza e di mestiere possono rinunciare alle aggressioni, alle allusioni, ai toni irridenti, a tutto il repertorio che governa l´audience e dunque il dibattito tv, insomma, e parlare. Siccome siamo a scuola, sembra persino normale. Il preside dà la parola, i relatori espongono, la platea ascolta, quando crede applaude, alla fine domanda. Referendum sulla procreazione assistita, il tema. Organizzano gli studenti insieme a un gruppo di giovani di area radicale, Generazione L. Al tavolo il direttore del Foglio, il leader del partito radicale e un ginecologo esperto in materia di infertilità, Fabio Sapienza. Ferrara e Pannella, pure legati da un antico vincolo di sintonia, si trovano oggi su opposte trincee. L´aula magna del liceo è colma di ragazzi e ragazze quasi tutti dell´ultimo anno, perciò in procinto di votare - alcuni per la prima volta - al referendum del 12 giugno. Comincia Pannella: «Se gli embrioni sono figli, fratelli, persone vive allora hanno una mamma e un papà che sono gli spermatozoi e gli ovuli. Quindi la masturbazione è l´omicidio di milioni di possibili genitori». Risate subito, applausi. «La masturbazione in questa logica altro non è che uno spreco di spermatozoi, sterminio. Bisognerà farsi carico anche di questo problema». L´ipotesi che il legislatore possa farsi carico del problema della masturbazione entusiasma la sala, commenti. Ferrara: «Certo, Pannella gioca, costruisce subito la sua play station, parla di masturbazione, cioè parla d´altro. Sa bene anche lui che la questione non è chiesistica: non c´è bisogno di inchinarsi a Ruini per sapere che non possiamo arrogarci il diritto di sostituirci alla natura, e stabilire che un limite ci vuole. Vedo invece un ritorno a temi eugenetici, territorio già percorso dagli scienziati del Terzo Reich con esiti tragici. Una libertà senza limiti si traduce nella negazione della libertà». Esposte al primo giro le posizioni in campo interviene il medico, che spiega: l´infertilità è una malattia, si può e si deve curare, le ricerche dimostrano che con la nuova legge le percentuali di successo della fecondazione assistita diminuiscono del 7 per cento che è molto, sette bambini in meno ogni cento. Illustra nel dettaglio quel che la legge ha proibito e il dibattito parlamentare ha accantonato: il congelamento dello zigote, che sarebbe stato utile, è stato messo da parte, la proibizione della diagnosi pre impianto - che pure è difficile e rara - è in conflitto con la legge sull´aborto che permette di rinunciare al figlio entro le prima settimane di gestazione in presenza di gravi malformazioni del feto: «Allora perché tutelare l´embrione, le prime quattro e poi otto cellule, e non un feto di dodici settimane?». La strada per ridiscutere la legge sull´aborto comincia da qui, avverte. Ferrara risponde che l´infertilità «non è una malattia, è una condizione, una circostanza», respinge l´ipotesi di «fare tutto ciò che è tecnicamente possibile», evoca il «patto faustiano di Goethe, cosa assai diversa da una bassa macelleria biotecnologica». Pannella ancora tace, la discussione si anima fra Sapienza e Ferrara: molto applaudito il medico. Pannella chiude, si rivolge ai ragazzi: «Andate a cercare le informazioni sui siti, tra un porno e l´altro c´è anche la pornografia radicale. Quindici anni fa discutevo di zigote alla Cattolica. Parlandone all´Espresso, era Pasqua, dissi che dovendo scegliere chi salvare avrei salvato l´agnello: una vita, una vita già in atto. Qui è in gioco la libertà, la libertà degli individui, la libertà di ricerca, non l´embrione. E il nostro dovere è spiegare, non vietare». Giro di domande. Un ragazzo chiede cosa pensi Ferrara del fatto che molte coppie ora siano costrette ad andare all´estero per la fecondazione, lui risponde che «nel mondo c´è anche lo sfruttamento minorile, non per questo dobbiamo permettere anche noi lo sfruttamento dei minori». Un altro gli domanda se si senta più vicino, sul tema, alla posizione saudita o americana». Finalmente una provocazione. Ferrara sorride, prende un secondo di pausa e poi: «Saudita», risponde.