Articolo da "La Repubblica" del 15 maggio 2005


Milano, anche il direttore del "Foglio" Ferrara al dibattito su "Fratello embrione, sorella verità"
Migliaia di militanti per Cl Fini "imputato" numero uno

ANDREA MONTANARI
MILANO - Le parole più pesanti sono contro il numero uno di An, Gianfranco Fini: «Per l´illusione di una convenienza politica ha cambiato idea e portato il cervello all´ammasso». Alla fine il direttore del Foglio Giuliano Ferrara ha citato persino il Papa per scaldare la platea di Comunione e liberazione, al dibattito organizzato ieri a Milano dal suo giornale e dalla rivista vicina a Cl, Tempi, contro i referendum sulla procreazione assistita "Fratello Embrione, sorella verità: no alla dittatura del relativismo". «Benedetto XVI, aiutaci tu. In nome di sorella Verità - ha urlato dopo quasi due ore di monologo - Non c´è ragione al mondo per usare un essere umano come mezzo di servizio. L´embrione è un essere umano. La ricerca deve curare la vita non sopprimerla». Ad applaudirlo al Palalido, con il leader ciellino Giancarlo Besana e il direttore di Tempi Luigi Amicone, c´erano oltre quattromila persone, in gran parte giovani. Accorsi in massa per dimostrare che «astenersi non significa nascondersi».

In prima fila, anche il coordinatore di Forza Italia Sandro Bondi: «Abbiamo dato libertà di voto, ma io mi asterrò, come ha indicato il cardinale Camillo Ruini». E il capogruppo dell´Udc alla Camera Luca Volontè. Ma i cori da stadio del popolo ciellino sono stati solo per Ferrara. Che ha ammesso di essere tentato anche lui dall´astensione: «Se Pannella e gli abrogazionisti continueranno a insultare gli astensionisti la tentazione di fare come loro diventa sempre più forte». Ha lanciato accuse anche ai diessini Massimo D´Alema e Luciano Violante, ma soprattutto all´oncologo ed ex ministro della Sanità Umberto Veronesi: «Ho tentato di parlargli per tre ore, ma lui non ha capito nulla. Forse perché è una persona elegante. Come Giorgio Armani. Fa parte di quella Milano lì». Per Ferrara, il fronte del sì è neo secolarista: «Si leggano Kant, che non ha mai fatto parte del Sacro Collegio, ma nella sua Critica della ragion pura si schiera a difesa della vita dell´essere umano». Applausi scroscianti dalle tribune.

Ma anche dal palco, dal quale Giancarlo Cesana, nel concludere l´incontro, ha ricordato perché è da considerarsi politicamente corretta la decisione di astenersi ai referendum: «1) perché astenersi non vuol dire non esserci, come dimostra questa giornata; 2) perché molte persone sono confuse, non hanno capito, e la loro confusione va rispettata; 3) perché certe questioni non possono riguardare l´istituto del referendum. Finiamola con gli scioperi generali e con i referendum. O con la leggerezza con la quale questi strumenti vengono usati».