| Milano, anche il direttore del "Foglio" Ferrara al dibattito su "Fratello embrione, sorella verità" Migliaia di militanti per Cl Fini "imputato" numero uno ANDREA MONTANARI In prima fila, anche il coordinatore di Forza Italia Sandro Bondi: «Abbiamo dato libertà di voto, ma io mi asterrò, come ha indicato il cardinale Camillo Ruini». E il capogruppo dell´Udc alla Camera Luca Volontè. Ma i cori da stadio del popolo ciellino sono stati solo per Ferrara. Che ha ammesso di essere tentato anche lui dall´astensione: «Se Pannella e gli abrogazionisti continueranno a insultare gli astensionisti la tentazione di fare come loro diventa sempre più forte». Ha lanciato accuse anche ai diessini Massimo D´Alema e Luciano Violante, ma soprattutto all´oncologo ed ex ministro della Sanità Umberto Veronesi: «Ho tentato di parlargli per tre ore, ma lui non ha capito nulla. Forse perché è una persona elegante. Come Giorgio Armani. Fa parte di quella Milano lì». Per Ferrara, il fronte del sì è neo secolarista: «Si leggano Kant, che non ha mai fatto parte del Sacro Collegio, ma nella sua Critica della ragion pura si schiera a difesa della vita dell´essere umano». Applausi scroscianti dalle tribune. Ma anche dal palco, dal quale Giancarlo Cesana, nel concludere l´incontro, ha ricordato perché è da considerarsi politicamente corretta la decisione di astenersi ai referendum: «1) perché astenersi non vuol dire non esserci, come dimostra questa giornata; 2) perché molte persone sono confuse, non hanno capito, e la loro confusione va rispettata; 3) perché certe questioni non possono riguardare l´istituto del referendum. Finiamola con gli scioperi generali e con i referendum. O con la leggerezza con la quale questi strumenti vengono usati». |
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