| I due ministri litigano ferocemente in diretta tv sulla tutela degli embrioni Scontro tra Prestigiacomo e Giovanardi Elena G. Polidori ROMA Che la sua sia sempre stata una posizione critica rispetto alla nuova legge sulla fecondazione è noto. E che, in questi ultimi tempi, la sua volontà di testimoniare il dissenso dall'esecutivo sul referendum («andrò a votare e voterò quattro sì», ha detto) è più che mai palese. Ieri, per esempio, Stefania Prestigiacomo, ministro delle Pari Opportunità, ha litigato ferocemente in diretta con un altro ministro, Carlo Giovanardi. Teatro dello scontro la trasmissione di «La 7» Omnibus, tema i referendum. «Le prospettive sono inquietanti ha esordito il titolare dei Rapporti con il Parlamento e la ricerca sull'embrione è una grande sciocchezza che svia la ricerca medica e inoltre si tratta di pratiche invasive perché l'embrione stesso, con questo tipo di analisi, viene danneggiato. Se chiamerete in trasmissione il professor Vescovi o il mio amico talassemico Loris Brunetta, anche quelli che lavorano in questo campo vi spiegheranno tutti i rischi connessi». Risposta, seccata della Prestigiacomo: «Si, porterete in televisione anche i down che suonano il pianoforte....». Immediata la controreplica di Giovanardi. «Questa è un'infamità, la talassemia è una malattia che fa condurre una vita normalissima, e certamente a Loris Brunetta non sarebbe piaciuto essere eliminato fin dall'inizio da qualche generoso altruista che voleva che lui non nascesse». Il diretto interessato, Loris Brunetta appunto, c'è rimasto male. «Il ministro si è espresso in modo irriguardoso sulla mia persona e sui malati di malattie genetiche; chi ha seguito la trasmissione ha avuto la sensazione che la Prestigiacomo consideri i malati cronici come soggetti da esibire su qualche palcoscenico». Anche Riccardo Petrizzi, presidente della Consulta etico religiosa di An, si è detto «allibito» dalle parole della Prestigiacomo. E lei? Insolentita dalla «palese strumentalizzazione delle mie parole» ha voluto replicare duramente. «Per me è inaccettabile che persone affette dalla sindrome di Down o da talassemia vengano arruolate come testimonial per dire che non sarebbero mai nate se prevalessero le ragioni del sì ai referendum: onestà intellettuale vorrebbe che chi soffre non sia utilizzato a fini di propaganda». Poi rivolgendosi di scatto al direttore generale della Rai, Cattaneo, durante la consegna del «Premio Baino» gli ha intimato: «...e sulla fecondazione almeno la Rai faccia un'informazione corretta...». |
||