| Il presidente del Senato intervistato dal direttore del Tg2 "Quali sono i limiti della scienza e quali i diritti degli individui?" Pera: "L'embrione non è muffa Niente riforma: sì al referendum" ROMA - "L'embrione è persona, non è una muffa". E' netto il presidente del Senato, Marcello Pera, che in un'intervista al direttore del Tg2, Mauro Mazza, spiega: "Io sostengo , ancorchè non sia credente, che l'embrione sia persona fin dal concepimento. Ritengo che questa sia la posizione moralmente più responsabile e che sia, anche dal punto di vista laico, la posizione più confacente alla mia storia, alla mia tradizione di italiano e di europeo". Il presidente del Senato non crede che il Parlamento riuscirà a legiferare sui punti della legge sulla fecondazione assistita che i quesiti referendari mirano ad abrogare: "Mi sembra - dice - che l'orientamento delle forze politiche sia quello di attendere la data del referendum e di celebrarlo". Ma quando si discute, come in queste settimane, su temi che riguardano la vita, i diritti della persona e la ricerca scientifica, a giudizio del presidente Pera è bene sottolineare quale sia la posta in gioco: "Da un lato - spiega - è in discussione il valore della persona umana-embrione. Dall'altro lato è in discussione il valore della libertà scientifica, o il diritto di curare malattie tramite la ricerca scientifica. Questi due valori devono essere combinati. Si può decidere che il valore della persona sia preminente a quello della libertà di ricerca. E si può anche decidere diversamente. L'unica cosa che non si dovrebbe fare è credere di poter sperimentare come Galileo con le palline metalliche che rotolavano su un piano inclinato. O come faceva Flemming con le muffe per scoprire la penicillina. Perchè - sottolinea il presidente del Senato - l'embrione non è una muffa". "La posta in gioco - ribadisce Pera - è esattamente questa: quali sono i limiti della ricerca scientifica e quali sono i diritti degli individui: diritto alla salute e a concepire; il diritto ad avere un figlio che magari, un domani, si vorrà alto, biondo, con gli occhi celesti. Quanto sono questi diritti prevalenti sul rispetto della persona? Questa è la posta in gioco che i cittadini italiani avranno di fronte quando si recheranno a votare per i referendum". |
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