Articolo da "La Repubblica.it" del 13 gennaio 2005


Respinta solo la possibilità di un referendum sull'intera legge
Si potrà invece votare l'abrogazione del divieto all'eterologa
Fecondazione, per la Consulta ammissibili 4 quesiti su 5

ROMA - I giudici della Corte Costituzionale, al termine della camera di consiglio di stamane, hanno deciso l'inammissibilità del quesito referendario proposto dai Radicali e dall'associazione Luca Coscioni di abrogazione totale della legge sulla procreazione assistita. La Consulta ha invece dichiarato ammissibili gli altri quattro referendum di abrogazione parziale della legge. Si tratta dei punti relativi al limite alla ricerca sperimentale sugli embrioni; alle norme sui limiti all'accesso alla procreazione medicalmente assistita (in particolare l'eliminazione dell'obbligo di creare in vitro non più di tre embrioni); alle norme sulle finalità, sui diritti dei soggetti coinvolti e sui limiti all'accesso (in particolare per la cancellazione totale dell'art. 1 della legge sui diritti del concepito); al divieto di fecondazione eterologa.

Nei giorni scorsi il governo si era costituito davanti alla Corte chiedendo l'inammissibilità di tutti e cinque i quesiti. Una scelta che aveva acceso forti polemiche non solo tra maggioranza e opposizione, ma anche i seno alla stessa Cdl. Da segnalare in particolare la presa di distanza del ministro per le pari opportunità Stefania Prestigiacomo, di Forza Italia, che aveva invitato i suoi colleghi a portare la controversa questione in parlamento ritenendo "fondati" i quesiti posti dai referendum.

Per chiedere la cancellazione della contestata legge sulla procreazione assistita o di alcuni suoi articoli alla fine dello scorso settembre erano state depositate in Cassazione oltre 4 milioni di firme, raccolte - attraverso due distinte campagne referendarie - da Radicali, Ds, Sdi Verdi, Prc, Idv, Pdci e una costola della Margherita.

Ora, dopo il via libera della Consulta, toccherà al capo dello Stato, Carlo Azeglio Ciampi, fissare la data del voto. Ciampi dovrà scegliere una domenica tra il 15 aprile (la prima possibile è quella del 17) ed il 15 giugno (ultima domenica utilizzabile è quella che cade il 12). Come è ovvio i promotori del referendum vorrebbero che il voto fosse associato a quello per le prossime regionali di primavera in quanto questo renderebbe pressoché certo il raggiungimento del quorum necessario affinché la consultazione sia valida.