| Dopo le anticipazioni di Repubblica sul ddl per modificare la legge. Gli elogi della Prestigiacomo Fecondazione, bufera su Amato L´ira dei referendari, Ulivo diviso. L´ex premier: nulla di deciso ROMA - Insorgono i referendari, si divide l´Ulivo. Nel centrodestra si apre al dialogo pur di "sminare" i referendum sulla provetta. La proposta di Giuliano Amato sulla procreazione assistita, che punta al confronto "bipartisan" e a dribblare la consultazione popolare, finisce sotto il fuoco di fila delle polemiche. Amato alla fine frena: «Stiamo lavorando e l´esercizio non è ancora concluso. Non c´è perciò al momento alcuna proposta già definita o politicamente definitiva per chicchessia». Cerca di smorzare i malumori che il disegno di legge (messo a punto con un gruppo di «parlamentari di buona volontà dell´Ulivo») ha provocato. I radicali attaccano: «La proposta di Amato è truffaldina». Afferma Daniele Capezzone: «Se il referendum chiede dieci lui cede uno». I Ds del Senato esprimono «irritazione». Il segretario della Quercia Piero Fassino puntualizza: «se la proposta di Amato migliora la legge, bene, se no si va avanti con il referendum, perché l´obiettivo è quello di fare una buona legge o in Parlamento o perché lo decidono i cittadini». Dai laici della Margherita arriva apprezzamento. Lo Sdi ha posizioni diversificate: per Ugo Intini «la proposta di Amato è positiva: il referendum è un mezzo non un fine». «È uno sforzo che vediamo con favore», ribadisce Antonio Di Pietro che si è impegnato sul fronte referendario. Proteste dalla sinistra radicale: Verdi, Pdci, Rifondazione e "correntone" Ds ritengono l´iniziativa di mediazione «inutile» se non «dannosa». Amato precisa che ancora molti incontri e verifiche ci devono essere. «Se in questa fase - dice l´ex premier- il lavoro restava, come doveva essere, riservato, era molto meglio. Ma la sua natura non è cambiata e non ritengo che sia il caso di polemizzare come se fosse ciò che non è». Il testo-Amato però ha già ottenuto l´effetto di smuovere le acque. Ci sono tre proposte per cambiare la legge su cui in entrambi i Poli si sta lavorando, oltre a quelle già depositate dall´Udeur di Mastella e dai forzisti Tomassini e Laura Bianconi in Senato. È il ministro delle Pari opportunità, Stefania Prestigiacomo, di Forza Italia, ad avere messo a punto una bozza che sta circolando trasversalmente tra i deputati, da An alla Margherita. «Bene fa Amato a insistere su una modifica parlamentare - dice il ministro - Non capisco chi a sinistra a parole è disponibile a un tentativo legislativo e poi invece lo demonizza». La bozza-Prestigiacomo non prevede di introdurre la fecondazione eterologa (come fa Amato, sia pure con molti paletti), ma punta a eliminare i veti all´analisi pre-impianto, al limite sul numero degli embrioni da impiantare. È ipotizzata anche l´abrogazione del primo articolo, quello che dà alla legge l´impostazione confessionale poiché definisce i "diritti del concepito". Entro la prossima settimana poi i cattolici della Margherita dovrebbero presentare una pdl elaborata da Beppe Fioroni. Ha dato forfait martedì all´appuntamento con Amato Rosi Bindi (Dl): «Lo sforzo è positivo ma introdurre l´eterologa è per me cattolica uno scoglio: non condivido». |
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