Articolo da "La Repubblica" del 6 ottobre 2004


Esame preliminare con esponenti di Ds e Margherita: l´obiettivo è arrivare a un confronto con la maggioranza
Fecondazione, testo di Amato
Presentata la proposta per "dribblare" il referendum
La mediazione prevede il sì all´eterologa e la possibilità di utilizzare gli embrioni per fare ricerca scientifica
L´iniziativa rischia ora di riaccendere la polemica con chi ha raccolto le firme già depositate in Cassazione

GIOVANNA CASADIO
ROMA - Quattro punti per disinnescare i referendum sulla fecondazione assistita. Giuliano Amato è stato di parola e ai "parlamentari di buona volontà" dell´Ulivo ha presentato ieri il disegno di legge sulla provetta che punta ad aprire un confronto "bipartisan". Vertice in Senato all´ora di pranzo, presenti per i Ds Giorgio Tonini e Livia Turco e per la Margherita Albertina Soliani, Tiziano Treu e Luigi Zanda. Il testo ha un bel po´ di strada davanti a sé prima di essere depositato: i leader riformisti, Piero Fassino, Francesco Rutelli, Enrico Boselli, Luciana Sbarbati e soprattutto Romano Prodi devono valutarne l´opportunità politica.

La mediazione di Amato infatti apre lo scontro con i referendari: con i radicali prima di tutto, ma anche con chi nei Ds e nello Sdi, e in parte nella Margherita, e in tutta la sinistra radicale (Verdi, Pdci, Rifondazione) si è dato da fare per raccogliere oltre quattro milioni di firme contro la legge sulla procreazione assistita. Il fronte referendario ne fa una battaglia per la laicità dello Stato, che si ritiene calpestata dalle norme «oscurantiste» votate otto mesi fa.

Ma il responsabile del programma del "listone" punta a centrare l´obiettivo e nel vertice di ieri ha assicurato che avrà un confronto con i referendari. A sorpresa, poiché non compariva nella prima bozza, il testo-Amato prevede la possibilità di fecondazione eterologa, cioè con seme di donatore esterno alla coppia, affidando a una commissione ad hoc la valutazione, e solo per alcuni casi limite. La legge attuale vieta l´eterologa; uno dei quesiti referendari mira a introdurla: il testo Amato eviterebbe perciò le urne. È la questione che provoca il veto dei cattolici. A "sminare" gli altri referendum ci sono le tre proposte: la crioconservazione; la diagnosi pre-impianto; la ricerca sugli embrioni. Sul primo punto, la soluzione adottata da Amato recepisce i suggerimenti del professor Carlo Flamigni, pioniere della fecondazione assistita, che parla di congelamento (come si fa in Germania e Svizzera) degli ootidi, cioè gli ovociti fecondati allo stato iniziale, una sorta di pre-embrioni. Quindi introduzione del ripensamento all´impianto e accesso alla tecnica da parte delle coppie portatrici di malattie genetiche trasmissibili. Infine la ricerca è consentita sugli embrioni non più vitali. Insomma il ddl di Amato cerca una sintesi tra la cultura laica e quella cattolica. «Uno sforzo che sostengo, a patto che raccolga le indicazioni dei referendum», commenta Livia Turco. I malumori però non mancano e sono destinati a crescere a sinistra. Mentre nella Casa delle libertà il ministro Stefania Prestigiacomo, "liberal" di Forza Italia, ha messo a sua volta a punto una proposta di modifica della legge e ai riformisti del centrosinistra chiede: «Dialoghiamo, facciamo un ddl bipartisan».

Se si vuole perseguire la via parlamentare del resto il tempo stringe: a metà gennaio si saprà se i referendum sono stati accolti e la data, tra aprile e giugno, in cui si svolgeranno. La campagna elettorale per le regionali e per i referendum si intreccerebbe. «Qualsiasi sia la proposta di Amato, deve tenere conto delle 750 mila firme per ciascun quesito - avverte Barbara Pollastrini, responsabile donne dei Ds - e i referendari sono al primo posto tra gli interlocutori».