| LE SCELTE DEI PARTITI Già pronte quattro ipotesi per un maxi-emendamento. Prestigiacomo: servono cambiamenti di sostanza Fecondazione, mossa del governo Fini: valuteremo le modifiche alla legge per evitare il referendum Il fronte referendario verso il rush finale: le 500 mila firme devono arrivare in Cassazione entro il 30 settembre Violante: "La posizione di Prodi? Non siamo in una caserma". Una "leggina" la possibile chiave di volta GIOVANNA CASADIO «Verificheremo nelle prossime settimane - afferma Fini - se il referendum ha raggiunto il quorum, come credo; e se sì, si valuterà l´opportunità di modifiche legislative». "Migliorie" che però non possono essere solo di facciata perché «devono essere finalizzate a non fare svolgere la consultazione referendaria». Se l´accordo politico su queste non ci sarà, allora si andrà al referendum: «Io sono aperto a entrambe le ipotesi», aggiunge. Più oltre non si spinge, se non per definire prematura la discussione nel merito. Ripete che «non bastano piccole modifiche per non fare svolgere i referendum, c´è una giurisprudenza consolidata e le modifiche devono essere tali da fare cadere i quesiti referendari». Su una cosa però Fini lancia l´ennesimo avvertimento: «Abolire la legge vuol dire assumersi una responsabilità enorme», e ricorda che l´alternativa al momento dell´approvazione non sarebbe stata una legge migliore o perfetta ma il Far West, e in queste materie se non esiste un confine alla libertà della scienza si può arrivare a conseguenze aberranti». Apprezzamento per le aperture del vice premier viene subito dalla Prestigiacomo («Fini coglie il cuore del problema») impegnata a mediare nella Cdl per cambiare la legge giungendo a quegli emendamenti "evita referendum" che potrebbero essere presentati alla "leggina" Tomassini-Bianconi la cui discussione in commissione dovrebbe iniziare nella prima settimana di ottobre. «Servono modifiche di sostanza», dice. Il fronte referendario (cioè radicali, Ds, Sdi, i laici della Margherita, Verdi, Pdci, Rifondazione, Di Pietro, Nuovo Psi, i liberali di Forza Italia), si avvia al rush finale nella raccolta delle firme che devono essere consegnate in Cassazione entro il 30 settembre. «È una corsa contro il tempo», commenta la radicale Rita Bernardini. I Ds invitano ad andare avanti tutta: «Firmiamo per i referendum». La soglia di sicurezza, ovvero più di 500 mila firme valide per ciascuno dei cinque quesiti è quasi raggiunta, ma la raccolta continua a oltranza: oggi si attende l´arrivo al comitato referendario delle firme raccolte negli uffici comunali. Si moltiplicano gli appelli e le critiche al governo. L´Ulivo resta diviso. Romano Prodi ha invocato una soluzione parlamentare temendo che il referendum e l´ennesimo scontro tra cattolici e laici «dilanino» il paese. «La posizione di Prodi? Non siamo una caserma...», chiosa Luciano Violante (Ds). Bertinotti (Prc): «I referendum non hanno mai dilaniato il paese». Enrico Boselli (Sdi) replica a Fini: «Se ci fosse stata una diversa maggioranza in Parlamento si sarebbe potuta fare una buona legge, se ne è fatta una cattiva». E il radicale Capezzone: «Enorme la responsabilità di Fini che difende una legge che umilia le speranze di maternità e azzera i desideri di vita e guarigione di milione di malati, e se capitasse a lui?». Ricorda altresì l´appello contro la legge di intellettuali e scienziati tra cui il Nobel Rita Levi Montalcini e Umberto Veronesi: «sono tutti cowboy?». |
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