Articolo da "La Repubblica" del 17 settembre 2004


La Prestigiacomo: legge negativa. Sondaggio L´espresso-Swg: il 54% la abrogherebbe
Fecondazione, mossa del ministro "Chiedo a Berlusconi di cambiare"
Turci e De Petris: dalle rilevazioni la conferma che queste norme non piacciono agli italiani
Margherita, 14 firmano un appello in favore del referendum.Rutelli: travisate le mie parole

MAURO FAVALE
ROMA - La legge sulla fecondazione assistita non piace agli italiani. Lo ha detto una settimana fa una ricerca dell´Eurispes, lo dice oggi un sondaggio che L´Espresso ha commissionato alla Swg; ora ne è convinta anche il ministro per le pari opportunità Stefania Prestigiacomo. «C´è un diffuso giudizio negativo da parte dell´opinione pubblica», ha detto ieri. Talmente negativo che oggi la Prestigiacomo ne parlerà anche con il premier Silvio Berlusconi. I due si vedranno al Consiglio dei ministri. «Chiederò a Berlusconi cosa ne pensa della legge, se un´iniziativa di modifica, legislativa o governativa, è possibile». Il ministro Prestigiacomo «si confronterà» con il Cavaliere «perché - dice - neanche a Berlusconi sta a cuore un referendum abrogativo». Lievi cambi di rotta nella maggioranza (ieri è arrivata la marcia indietro della deputata di An Daniela Santanchè: «Questa non è una buona legge, anche se l´ho votata») che fotografano le differenze che esistono sull´argomento. Differenze e divisioni che, come emerge dai dati raccolti per L´Espresso dai sondaggisti della Swg, sarebbero più accentuate in Parlamento che nel resto del Paese. Perché in Italia a bocciare la legge sulla fecondazione assistita, ad appena sei mesi dalla sua approvazione, sarebbe già il 54% dei cittadini, che si dicono disponibili a votarne l´abrogazione in un referendum. Una percentuale "trasversale" che si conferma anche tra i cattolici. Un dato che andrebbe a sfatare le argomentazioni di chi in questi mesi ha espresso timori nei confronti di una consultazione «che dividerebbe il Paese tra cattolici e laici».

Dal sondaggio, condotto su un campione di 700 persone, emerge quanto sia cambiato il giudizio di chi nel dicembre 2003 si dichiarava soddisfatto dalla legge: in nove mesi la percentuale è crollata dal 45% al 19%. Ma non solo. Oggi sono quasi 7 su dieci gli italiani che non approvano il divieto di ricorso alla diagnosi genetica preimpianto e alla fecondazione eterologa. Risultati che il comitato referendario legge come «un nuovo slancio per la raccolta firme, a quattro giorni dalla scadenza», hanno detto ieri i senatori Turci, Ds, e De Petris, Verdi. «Gli italiani si preparano ad un voto a valanga», ha commentato il segretario dei Radicali Italiani Daniele Capezzone. I Ds bolognesi, intanto, hanno annunciato di aver raccolto 20 mila firme durante le feste dell´Unità provinciali. Mancano ancora dati ufficiali ma, finora, la quota raggiunta è di 470 mila firme per il referendum dei radicali che chiede l´abrogazione totale della legge 40 e di circa 300 mila per i quesiti parziali. Nel rush finale il referendum incassa l´approvazione di 14 parlamentari della Margherita che invitano a firmare la campagna contro la legge. «Un appello che conferma la pluralità delle opinioni nella Margherita - dice il deputato Dl Mantini - di cui Rutelli deve tener conto». E proprio dal presidente della Margherita arriva una precisazione dopo le parole pronunciate contro il referendum alla Festa dell´Unità di Genova: «La posizione di Rutelli - ha detto ieri il suo portavoce - riguarda una campagna indetta su base partitica e che, come tale crea inevitabilmente divisioni in una coalizione nella quale invece su materie tanto delicate e complesse è e dovrebbe essere del tutto lecito esprimere posizioni non irreggimentate».