Articolo da "Il corriere della Sera " del 19 novembre 2005


«Gli embrioni congelati anche alle donne single»
Il Comitato di bioetica sull'adottabilità di trentamila organismi. Storace: valuteremo

ROMA — Meno incerto il destino degli embrioni congelati, abbandonati nei freezer delle cliniche da coppie sterili che li hanno ottenuti in provetta. Un documento approvato ieri dal Comitato nazionale di bioetica con voto quasi unanime (due i contrari, il ginecologo Carlo Flamigni e il medico legale Mauro Barni, laici) introduce la pratica dell'adozione.

I CRITERI — I saggi coordinati dal presidente Francesco D'Agostino sono andati oltre prevedendo nuovi criteri, estranei alla legge 40 sulla procreazione medicalmente assistita. Infatti qualcuno ha parlato di «delegittimazione». Gli orfanelli appena concepiti potranno essere accolti da genitori non sterili e da donne single, soluzione che «non viene esclusa». Sulla barriera costituita dall'affidamento a genitori unici, non contemplata dalla normativa sull'adozione, ha prevalso la buona intenzione di offrire a queste microscopiche entità vitali una prospettiva di sviluppo che non avrebbero da ibernati. Nessuna distinzione fra coppie coniugate e di fatto. Qualche perplessità sul documento fra i cattolici, ma alla fine ha prevalso la linea di Carlo Casini, presidente del Movimento per la vita, il più convinto. Il testo è stato scritto da D'Agostino e da Lorenzo d'Avack, filosofo del diritto. In seduta plenaria sono stati introdotti alcuni emendamenti, tra un mese la versione definitiva. Il ministro della Salute Storace fa sapere che «il parere verrà esaminato e valuteremo». Sull'adottabilità, meccanismo rimbalzato più volte in Parlamento durante la discussione della legge 40, si è raggiunto un accordo sostanziale. Le obiezioni hanno riguardato la terminologia. Su un punto però c'è stata una divisione più netta. Secondo il testo, quando «i genitori non vogliono rinunciare alla paternità e allo stesso tempo non intendono farlo nascere (perché magari hanno già avuto altri bambini o sono troppo in avanti con l'età) dovrebbero essere sottratti alla coppia». Alcuni esponenti del Cnb hanno già espresso contrarietà, fra loro il vicepresidente Cinzia Caporale: «Non sono d'accordo sul fatto di fissare un termine per la distruzione degli embrioni, come avviene ad esempio in Gran Bretagna. Allo stesso tempo non vedo perché uno Stato debba intervenire in modo così arbitrario, espropriandoli».

IL RICONOSCIMENTO — Il Comitato ha sancito che esiste «l'interesse», non il diritto, da parte dell'embrione a nascere e riconosce nella nascita «un valore superiore, nell'alternativa tra vita e morte è la prima a prevalere». Un altro passaggio delicato riguarda la possibilità che l'adozione si configuri come una pratica di fecondazione eterologa, vietata dalla legge numero 40. A Luciano Eusebi, penalista, è stato affidato il compito di chiarire che, non essendoci correlazione tra la creazione dell'embrione e l'affidamento, di eterologa non si può parlare. Il fine è concedergli una prospettiva di vita. All'obiezione secondo cui il problema degli embrioni in sovrannumero, orfani, non verrebbe comunque risolto il parere risponde che comunque se anche uno solo di loro avesse l'opportunità di germogliare nell'utero di una donna «sarebbe dal punto di vista morale soddisfacente». I frutti della provetta congelati e «residuali» (come li definisce il Cnb) sono circa 30 mila, ma non si sa quanti siano i senza famiglia. Probabilmente meno di quanto si immagini. Il Cnb raccomanda che la legge 40 venga integrata con regole chiare sull'adottabilità. Ha abbandonato la seduta Flamigni, che non condivide l'equiparazione dell'embrione a persona.

Margherita De Bac