| Parla Guido Ragni, tra i 110 ginecologi che hanno lanciato un appello a Ciampi contro legge 40 "Dai medici disobbedienza scientifica per salvare la salute delle donne" Se la normativa non cambia, ricorreremo alla magistratura ogni volta che dovremo affrontare un caso in cui la legge va contro l´interesse e il bene del paziente LAURA ASNAGHI Professore, lei è pronto a sfidare la legge puntando alla disobbedienza civile? «Noi medici seriamente impegnati su questo fronte non abbiamo alternative. O la legge cambia, oppure saremo costretti, con la rabbia in corpo, a lasciare l´Italia per andare a lavorare all´estero. Ma per chi, come me, non si vuole arrendere, c´è una terza possibilità ed è la disobbedienza civile». Quindi lei da oggi è pronto a fare l´obiettore? «Sì, ma la mia disobbedienza, come quelle degli altri cento medici che hanno sottoscritto all´appello a Ciampi, è scientifica». Vale a dire? «Ricorreremo alla magistratura ogni volta che dovremo affrontare un caso in cui la legge va contro l´interesse e il bene del paziente. Noi medici non possiamo tradire il giuramento di Ippocrate». Ci può fare qualche esempio concreto? «Oggi la scienza consente di garantire un figlio sano a una coppia dove lui è sieropositivo. Basta un lavaggio del seme e tutto si risolve. Ma la legge vieta la fecondazione assistita in coppie come queste. E allora che si fa? Gli si dice che in Italia non possono avere un figlio sano? Li si abbandona al loro destino con il rischio che si contagi la madre e il bimbo? È evidente che in questi casi non c´è che una strada: disobbedire, appellandosi alla magistratura e ricordando che la Costituzione garantisce la salute dei cittadini». In quali altri casi potrà scattare la disobbedienza? «Quando in una coppia c´è il problema di una grave malattia ereditaria, come la talassemia, o quando il trapianto di 3 embrioni, come impone la legge, rischia di mettere a repentaglio la salute di una donna». Questo significa che i tribunali italiani avranno molto da fare? «Certamente. Ma la deontologia professionale ci impone di agire secondo scienza e coscienza. Se la legge ce lo impedisce, è giusto sollevare il caso. Noi non vogliamo eludere la legge o ingannarla. Ma certamente cambiarla». |
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