Articolo da "Il Denaro" settembre 2003
Fertilità, cure ed etica

di Maurizio Guida*

La riproduzione assistita pone senza dubbio notevoli implicazioni di ordine etico. Al fine di valutare correttamente tutti gli aspetti legati a tale pratica terapeutica è, dunque, necessario considerare tanto gli aspetti medici quanto quelli etici. Dal punto di vista medico i criteri di valutazione delle tecniche usate nella riproduzione assistita sono molteplici. Tali motivazioni, vanno dallo scopo terapeutico, alle indicazioni e controindicazioni, agli effetti e condizioni permissive per tali pratiche,

Dal punto di vista etico, la scienza bioetica dev’essere considerata come un ponte tra scienza e umanismo, il cui fine è insegnare ad usare la conoscenza scientifica e porre questioni circa la rilevanza morale di tutti gli interventi medici realizzati sugli esseri viventi. La bioetica, ancora, può essere definita come uno studio sistematico della condotta umana, nell’ambito della scienza della vita e della salute, valutata secondo valori e principi morali.

Le definizioni oggettive

Per restare nel campo delle definizioni oggettive i ricercatori bioetici considerano un intervento, moralmente utile, quando si ottiene un vantaggio reale e moralmente giusto con una specifica azione. Per ottenere tale vantaggio, inteso come un intervento della razionalità sulla volontà, sono necessari sforzo mentale, rigore, onestà intellettuale e saggezza.

Il metodo di ricerca in bioetica è fondamentalmente basato sul metodo del triangolo, che consiste nello studio di tre aspetti: epistemiologia, antropologia e regolamentazione. L’epistemologia consiste in una considerazione accurata degli aspetti biologici (statistici, epidemiologici). L’antropologia permette un’ampia visione degli aspetti antropologici che devono determinare i valori in gioco. Infine la regolamentazione è la determinazione delle leggi, da applicare per proteggere tali valori e della giustificazione delle soluzioni adottate. Allo scopo di valutare i vari aspetti del triangolo, deve essere tentato un confronto delle soluzioni adottate con soluzioni proposte da altri gruppi, con tutela legale e morale.

Gli esami preliminari

Prima di tentare la tecnica della riproduzione assistita è importante, anche se non sempre viene fatto, valutare la presenza di una sufficiente qualità del seme, l’integrità del tratto genitale, una sufficiente qualità degli oociti, la possibilità d’impianto e un’ambiente ormonale sufficiente. Nell’ultimo anno ha avuto luogo un incredibile esplosione nel campo della riproduzione assistita, con la scoperta di numerosissime nuove tecniche.

Dai primordi alla Fivet

La prima tecnica di riproduzione assistita, applicata sull’uomo alcuni decenni orsono, consistente nell’inseminazione intrauterina e intracervicale, che usa seme omologo ed eterologo, è stata sostituita dalla fertilizzazione in vitro (Ivf-et o Fivet), dal trasferimento intratubarico dei gameti (Gift) e, recentemente, della iniezione intracitoplasmatica di spermatozoo (Icsi) Questi progressi creano un dilemma bioetico fino a sollevare una serie di dicotomie.

Queste tecniche sono un aiuto ai processi naturali o si sostituiscono alla natura? Devono, cioè, essere considerati un’opzione terapeutica a determinate patologie o essere presentati nel contesto di una visione liberale della riproduzione? D’altra parte, l’infertilità è sentita come una severa condizione patologica e ciò è aggravato dalla generale convinzione che queste tecniche diano risultati straordinari. La domanda ricorrente di un genitore è spesso: “Devo sottopormi alla Fivet per poter avere tanti bambini?. Inoltre è più importante avere un bambino o diventare genitori? Infine, deve essere trovato un giusto equilibrio tra il diritto di ricevere le terapie necessarie e il personale desiderio della coppia?

I dilemmi del medico

Bioeticamente le componenti di un intervento medico che influenzano l’intervento stesso (aggravanti, palliativi) sono: l’obiettivo che qualifica moralmente un intervento, i fini (finis operationis, operis and operantis) e le circostanze. Questi componenti, sollevano differenti quesiti: quali benefici possono risultare dagli interventi, quali costi umani ed economici devono essere pagati per ottenere risultati apprezzabili, quali conseguenze e quali rischi bisogna aspettarsi. Inoltre numerosi problemi vengono alla luce: problemi medici, che includono la prevenzione dell’infertilità, il trattamento dell’infertilità, la solidarietà verso il paziente e il rigore nella valutazione epidemiologica; problemi sociali come l’applicazione delle tecniche Art ai singles, agli omosessuali, alle donne in postmenopausa, alle coppie de facto, il desiderio di maternità dopo la morte del partner maschio, la presenza di fratelli “segreti” generata dall’uso di seme eterologo e , infine, il ruolo delle madri “surrogate”; problemi economici che includono la distribuzione delle risorse la divisione delle spese tra pubblico e privato, l’aumento dei costi secondari e dell’educazione sanitaria; problemi morali, principalmente dovuti all’identificazione delle indicazioni, stabilendo una gradualità nell’applicazione delle tecniche, nell’identificazione della presenza di effetti collaterali, quali l’iperproduzione di embrioni, e all’applicazione di tecniche sperimentali.

Il punto principale, nella valutazione delle problematiche bioetiche nella riproduzione assistita, è il ruolo svolto dalla famiglia. L’applicazione di Art permette, a coloro che non pensavano di poter avere bambini, singles, donne in postmenopausa, omosessuali, di vivere l’esperienza di essere genitori così che un numero di bambini crescerà e un numero di persone diventeranno genitori senza una reale famiglia o fuori da una reale famiglia. Questo può essere anche dovuto a un altro aspetto di Art nella pratica clinica, come ad esempio l’uso ossessivo ed esteso di tali tecniche a sostegno dell’idea generale che le donne (e non solo le donne), devono assolutamente essere madri per realizzarsi a pieno, come affermato da Strickler. Ciò conduce a una mercificazione delle donne e ad un dominio sul loro corpo con una perdita di autocontrollo e un continuo ricorso al ginecologo.

Il ricercatore infelice

Nel trattare le problematiche bioetiche della ricerca in generale, Testart elaborò l’etica del “ricercatore infelice”, dal momento che ogni nuova idea, in ogni campo, può essere limitata dalle problematiche etiche, cosicché non può essere messa in pratica. D’altro canto, non c’è omogeneità nei differenti paesi nell’applicazione delle problematiche etiche alla ricerca. Infatti in Francia c’è una tendenza generale a parlare del problema, ma pochi hanno il coraggio di agire. Nel Regno Unito, tutto è basato sulla decisione presa da commissioni tecniche per valutare l’atteggiamento pubblico. In Svizzera tutte le decisioni sono rimesse alla volontà del paziente. In Germania c’è un rifiuto persino a discuterne nel timore di essere etichettati come nazisti. Invece, in Italia, c’è una dicotomia tra dottori favorevoli alle nuove tecniche, non controllate da leggi morali, e dottori più chiusi alla visione cattolica.

E’ chiaro che in questa situazione, non è possibile una standardizzazione della discussione etica e dunque vi è una comune tendenza ad agire in maniera libertaria.

No alla mercificazione

Una prospettiva etica della pratica può essere ipotizzata: Art può essere intesa come un’ultima ratio. Ad esempio, solo in caso di malattia. E deve essere evitato che la scienza trasformi l’uomo in un oggetto; deve essere evitato che gli interessi economici oscurino i problemi etici (principio di non-mercificazione); infine , devono essere evitate le influenze poste dalla spasmodica ricerca di un figlio e dalla procreazione “by command”.

Le prospettive etiche della ricerca devono condurre ad un miglioramento alle tecniche disponibili ed alla sperimentazione di nuove tecniche, ma deve prevenire la possibilità della selezione di caratteri “preferibili” dei gameti e degli embrioni applicando l’etica della “non-ricerca” proposta da Testart nel caso di problematiche che hanno una componente etica contraddittoria . In conclusione, deve essere sottolineato il significato della responsabilità intesa, da un punto di vista etico, come la responsabilità di una continua educazione medica e l’obbligo di dare responsabilità ai pazienti stessi e alla comunità sociale e culturale.

Dunque, l’etica della responsabilità significa essere impegnato nella quantificazione professionale e nel promuovere la cura della salute, ;essere non-permissivi ed essere collaborativi ed avere , soprattutto, tolleranza, non essendo indifferenti.

* dirigente di I livello Ateneo Federico II