Articolo da "Il Manifesto" del 20 gennaio 2004
La performance delle galline ribelli

Si chiamano A/matrix, si definiscono «gruppo di galline ribelli». Da sabato prossimo, in concomitanza con l'incontro organizzato al Capranica dalle parlamentari dell'opposizione, semineranno di uova la capitale. Uova dorate, infiocchettate, e certificate con tanto di carta d'identità: come si addice all'embrione secondo la legge sulla procreazione assistita. Le vedete qui a fianco nella foto. «Useremo l'uovo, ancestrale simbolo di vita e fecondità, come significante dell'embrione, protagonista della nuova legge. Giocheremo sulla sovraesposizione delle uova per sottolineare l'assenza della madre, ridotta a utero pubblico da un parlamento composto al 90% da uomini in preda all'ansia. Il terrore dell'esclusione dalla scena della riproduzione, il disgusto per la procreazione esterna alla sacra coppia eterosessuale, dettami religiosi e convenienze politiche hanno spinto il virile consesso a puntare tutto sull'empowerment dell'embrione, icona contemporanea dell'origine e dell'identità. La campagna UOVA riapre il conflitto per la libertà riproduttiva», comunicano le galline ribelli. Pioggia di uova dunque: all'anagrafe, nelle stazioni, negli studi tv e nelle redazioni dei giornali, negli autobus e in libreria, nei locali trendy e nelle boutique logate. E chi più ne ha, più ne può aggiungere. Al grido di un solo slogan: «la gallina viene prima dell'uovo». Una certezza, alla faccia dei proverbi.