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grande famiglia dei figli in provetta così un sito aiuta i "fratelli
diversi" Tramite il registro su Internet si può cercare la persona nata dallo stesso seme. In Italia impossibile risalire al donatore MARIO REGGIO ROMA - Negli Stati Uniti è nata la grande famiglia dei figli in provetta. Due adolescenti passeranno assieme la festa del Ringraziamento, giovedì, dopo aver scoperto di avere lo stesso padre biologico, l´anonimo "donatore 150" della Cryobank California. Danielle
e JoEllen sono nate da due madri diverse e abitano a centinaia di
miglia di distanza ed hanno scoperto di essere parenti grazie al Donor
Sibling Registry, il "registro dei donatori di fratellastri", una rete
che aiuta i figli nati in provetta a cercare persone venute al mondo
grazie allo stesso seme. Il sito web ha aperto un nuovo scenario nella
storia della fecondazione assistita, permettendo a genitori e ragazzi
d´inserire i loro dati e iniziare la ricerca partendo dalla banca dello
sperma dove è stato donato e dal codice del padre genetico. Il successo
del motore di ricerca deriva dal fatto che sono sempre più numerosi i
giovani e i bambini che sanno fin dall´inizio come sono venuti alla
luce, perché le madri donne sposate o lesbiche, hanno deciso di non
nasconderlo ai propri figli. "Sapere
di avere un fratello o una sorella li fa sentire più completi", osserva
il New York Times che ha dedicato un ampio servizio al Donor Sibling
Service. A volte bastano piccoli particolari: Liz Herzog, 12 anni, e
Callie Foster hanno in comune la stessa fossetta sotto l´occhio destro.
I due ragazzi, nel corso della ricerca, hanno scoperto di avere altri 4
fratellastri: «Trovarli è stata la cosa più bella del mondo», ha
commentato Liz che vive a Chicago e che di recente ha incontrato il
suoi parenti in una riunione di famiglia nella casa di Callie in
Pennsylvania. Un
fenomeno come quello made in Usa potrebbe vedere la luce anche in
Italia? «Da noi non ci sono più le banche del seme, perché
l´approvazione della legge sulla fecondazione medicalmente assistita,
proibisce la pratica eterologa, vale a dire l´uso di un seme estraneo
alla coppia - risponde il professor Carlo Flamigni, ordinario di
Ginecologia all´università di Bologna, e scienziato di fama
internazionale - e per quanto riguarda il passato sarebbe impossibile
risalire al donatore perché il suo nome è sempre stato segreto. Anche
quando si poteva usare il seme di un donatore la legge lo proibiva,
quindi per i figli nati in provetta nessuna speranza di risalire al
padre genetico. In Svezia, invece, il nome dell´uomo che mette a
disposizione il suo sperma deve essere noto». E negli altri Paesi europei? «Lì la fecondazione eterologa è permessa, anche se rimane la regola dell´anonimato - prosegue Flamigni - ma una commissione di esperti dell´Unione europea sta studiando la materia, partendo dal principio che trattandosi di una donazione sarebbe ipotizzabile la facoltà da parte di chi fornisce il seme di rendere pubblica la sua identità. Da noi, come se non bastasse, è passato il principio dell´adottabilità degli oltre 30mila embrioni crioconservati, solo perché con la nuova legge sulla fecondazione si sarebbero "esauriti" nei frigoriferi. Così, per paradosso, anche una vedova potrebbe adottarne uno». |
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