IL SEME DELLA DISCORDIA:
no alla fecondazione eterologa

Articolo da "La Repubblica" del 13 giugno 2002

Il giorno del tutti contro tutti: la Mussolini vota coi comunisti e la Bindi con la destra di An

E sull´"angelo" che porta i figli si spacca il partito delle donne

L´ironia di Giovanardi sul "seme della mutua"

Per appena 8 voti non passa un emendamento che apre uno spiraglio all´uso del donatore
Bocciata anche la proposta della Lega di riservare l´assistenza alle sole coppie sposate
Anna Finocchiaro: "Ipocriti, in Italia il 12% dei figli legittimi non è della coppia"

CONCITA DE GREGORIO
ROMA - Nel giorno in cui Alessandra Mussolini vota con la sinistra di Rifondazione e Rosy Bindi con la destra di An bisogna accantonare la politica, lasciare da parte gli schieramenti "noi e voi", la destra e la sinistra dell´emiciclo perché questo non serve a capire cosa è successo ieri - per un giorno intero - nel Parlamento italiano. Bisogna andare dietro alle parole, anche, le parole brutte e ostili: fecondazione eterologa, generazione monogenitoriale, accanimento terapeutico procreativo, fecondità affettiva. Di che si parla? Cos´è che porta i socialisti di Bobo Craxi e i medici di Forza Italia a votare coi Ds, Marcella Lucidi dei Ds a votare con La Russa, il Parlamento intero a mancare per otto voti una norma che era uno spiraglio, persino Berlusconi la voleva?

Le parole, da principio. Fecondazione eterologa è quando una coppia che non riesce ad avere un figlio lo fa con l´ovulo o col seme di un altro, estraneo alla coppia, la scienza lo consente. Certo che può anche farlo una persona da sola: «generazione monogenitoriale» nella lingua di Castagnetti. Certo che lo si fa quando la natura impedisce alla coppia di generare un figlio: «accanimento terapeutico procreativo», nell´idioma di Rosy Bindi. E´ evidente che un´alternativa all´ipotesi di fare un figlio con ingredienti altrui è adottarlo, se proprio si ha «l´incontenibile desiderio di genitorialità», (Augusto Battaglia, ds): in questo caso si tratta di «fecondità affettiva», parla così Castagnetti.

Un gergo neutro ridicolo che fa da zattera in mare aperto: è il territorio delle coscienze, questo, delle scelte intime e private. Non è nemmeno soltanto uno scontro fra laici e cattolici, come tutti ripetono. E´ anche molto altro e a volte molto peggio. «Finirebbe che chi non può pagarsi il seme di uno alto e biondo deve fare ricorso al seme della mutua», dice Carlo Giovanardi, ccd: il seme della mutua. «Non vogliamo parlare qui di selezione eugenetica», comincia Cè il capogruppo leghista ma poi negli interventi del suo gruppo torna sempre forte e chiaro il concetto che solo la paternità genetica è veramente doc, genera italiani - e veneti e lombardi - a denominazione controllata.

Fosse stato per la Lega la fecondazione assistita (omologa, cioè realizzata con ingredienti della coppia, e comunque a pagamento, perché i soldi del servizio sanitario non ci sono per queste amenità) sarebbe stata riservata solo ai titolari di certificato di matrimonio. Niente figli in provetta per le coppie di fatto, diceva l´emendamento leghista che persino La Russa ha cercato fino all´ultimo di far ritirare: bocciato, comunque. Altre coscienze, altrove in giro per l´aula, dicevano altro. Quella forte e appassionata di Anna Finocchiaro, per esempio, magistrato e donna di Sicilia, diceva «siete ipocriti, perché da che mondo è mondo nelle famiglie nobili che non riuscivano ad avere figli questi si facevano coi famigli o con le cameriere, il 12 per cento dei figli legittimi oggi in Italia non è geneticamente della coppia, io non sposo questi atteggiamenti ma voi non potete entrare nelle scelte di chi vuole un figlio».

L´ipocrisia, ecco. E anche la certezza che un divieto porterebbe solo al «turismo procreativo», dicono Giovanna Melandri e fuori dall´aula Giovanni Berlinguer: si andrebbe a cercare un figlio in provetta nei Paesi che lo offrono, a costi più alti e minori garanzie.

Molti duelli a distanza, molti tra donne e molti a parti (politiche) invertite. Alessandra Mussolini presenta coi socialisti (si dice anche col placet di Berlusconi) una modifica alla legge che istituisce una specie di Sacra rota della fecondazione eterologa: vietata in linea generale, ma una commissione al ministero valuterà caso per caso le richieste, e a certe condizioni ne ammetterà alcune. Uno spiraglio di libertà, non passa per otto voti. Otto tra i quali c´è probabilmente quello di Rosy Bindi, mossa «non da convinzioni teologiche, ma dall´idea laica e razionale che l´eterologa sia una forma di concepimento che porta squilibri nella coppia e col bambino». Contrario anche Fioroni, nella Margherita: «Impediamo ai figli di conoscere i propri padri».

Una discussione che scomoda la Bibbia, mette una contro l´altra Rosi Bindi e Franca Bimbi, toscane, cattoliche del Ppi: «Sara resta incinta quando passano due angeli: non è forse un riferimento alla presenza di una terza persona, questo passo della Bibbia?», chiede Bimbi. Momento di riflessione sulle sacre scritture. Marida Bolognesi, più pratica, si indigna per questa «ossessione maschile del seme», da madre adottiva trova che la fecondazione eterologa sia una forma di quasi-adozione, e allora «vergogna a chi pensa che i genitori di serie A siano quelli biologici». Maura Cossutta è dispiaciuta dei cattolici di centrosinistra che hanno votato contro: «Va bene la libertà di coscienza, ma ci saranno pure dei valori comuni». Franca Bimbi ci ha provato fino all´ultimo, parlava alla destra ma diceva ai suoi: «Allontaniamo i nostri sentimenti regressivi, scacciamo i fantasmi della notte». Per oggi no, magari domani.